martedì, 28 maggio 2024

La Mamma dei crotonesi visita i malati dell’ospedale

Processione del Quadro della Madonna di Capocolonna al nosocomio: il vescovo Panzetta ha dedicato un pensiero ai malati terminali

A maggio Crotone diventa ancora più bella: è merito delle celebrazioni in onore della Madonna di Capocolonna. Una luce diversa, un senso di appartenenza più forte da parte della comunità che si stringe attorno alla Mamma di tutti i crotonesi e fa risplendere la città. Colori, profumi e luoghi diventano ancor di più intensi. Il sabato prima del pellegrinaggio notturno verso Capocolonna, la Sacra Effigie viene portata in processione ai malati dell’ospedale San Giovanni di Dio, passando per le vie cittadine in festa.

Quest’anno il tragitto verso il nosocomio ha subìto una leggera variazione, passando da piazza Umberto – ma la motivazione c’è. In questo luogo vi è un’edicola votiva con l’Effigie della Madonna di Capocolonna. Fu realizzata dai crotonesi nel 1832 quale segno di ringraziamento verso la Santa Vergine per averli risparmiati dal terribile terremoto che colpì la Calabria. A Crotone non si registrarono vittime, ma solo qualche palazzo crollato – come riporta la storia che si tramanda di generazione in generazione.

Davanti all’ingresso dell’ospedale, poi, un momento di raccoglimento per i malati ricoverati. L’arcivescovo di Crotone-Santa Severina – mons. Angelo Panzetta – ha voluto rivolgere una preghiera ed un pensiero in particolare ai malati terminali. «E’ uno dei momenti tra i più importanti – ha detto l’Arcivescovo di Crotone-Santa Severina, mons. Angelo Panzetta – la Vergine di Capocolonna si ferma in questo luogo che è un luogo di speranza, di cura, di prossimità. Affidiamo al Signore tutte le famiglie attraversate dal dolore, dalla sofferenza; tutte le nostre famiglie che hanno al loro interno persone che lottano per riprendere vigore e per guarire dalle patologie. Uno sguardo di attenzione particolare lo chiediamo a Maria per coloro che hanno patologie incurabili, patologie nelle quali non possono più sperare di guarire, ma sicuramente possono sperare di vivere questo passaggio della vita legati dalla fede, dalla speranza e dall’amore».

Nel tragitto di ritorno verso la chiesa dell’Immacolata, il Quadro “grande – così ribattezzato dai crotonesi – ha attraversato tutto le vie principali e centrali della città – accolta dal lancio dei petali e dei bigliettini dai balconi, adornati delle coperte più belle e preziose. Ancora una volta – e forse quest’anno di più – da sottolineare l’impegno dei portantini nell’accompagnare la Sacra Effigie sulle loro spalle: uno sforzo fisico notevole, vista la maestosità del Quadro. Tanta la sofferenza fisica nei loro occhi, ma anche lacrime di commozione al termine della processione.