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La ‘Ndrangheta al di fuori dei contesti regionali: un’espansione tra il Nord Italia ed il mondo

E' quanto emerge dalla Relazione della Direzione Investigativa Antimafia riferita al periodo del secondo semestre 2020 Scritto da: REDAZIONE

Prosegue l’analisi della Relazione della Direzione Investigativa Antimafia sull’operato svolto, riferita al periodo del secondo semestre 2020 (luglio-dicembre). “L’alta pervasività della ‘ndrangheta – è scritto nel documento del Ministero degli Interni al Parlamento – si replica anche al di fuori dei contesti regionali dove, tra l’altro, l’organizzazione riuscirebbe a scalare le gerarchie imprenditoriali e a inquinare gli ambiti istituzionali, facendo leva sui capitali derivanti dal traffico di stupefacenti, settore quest’ultimo che non pare abbia fatto registrare flessioni nell’ultimo periodo”. “La potenza imprenditoriale della ‘ndrangheta – continua la relazione – si esprime grazie alle ingenti risorse economiche di cui dispone verosimilmente in costante aumento grazie proprio alla proliferazione del narcotraffico che focalizzerebbe la sua centralità operativa in importanti aree portuali come quella di Gioia Tauro, ma anche di Genova, La Spezia, Vado Ligure e Livorno. Nelle precedenti Relazioni era già stato enucleato il dato concernente i quantitativi di stupefacenti sequestrati presso lo scalo marittimo di Gioia Tauro20, da sempre considerato il sedime portuale privilegiato per l’ingresso della cocaina proveniente dal Sud America in Europa21. Nel 2020 l’incremento dei sequestri di droga presso il porto calabrese è stato ancor più evidente, tenuto conto degli oltre kg 2.600 recuperati nel primo semestre e dei circa kg 2.500 nel secondo.

Le locali di ‘ndrangheta al Nord

Le cosche hanno da tempo dimostrato di essere straordinariamente abili ad adattarsi ai diversi contesti territoriali e sociali prediligendo, specialmente al di fuori dai confini nazionali, strategie di basso profilo e tenendosi, al contempo, al passo con il progresso e la globalizzazione. modelli mafiosi originari vengono replicati al di fuori della Calabria facendo leva sui quei valori identitari posti alla base delle strutture ‘ndranghetiste. Alla stessa stregua non verrebbero abbandonate le tipiche ritualità di affiliazione che non rappresentano un mero fenomeno folkloristico ma preservano sentimenti fortemente caratterizzanti che rafforzano, ad esempio, il legame degli ‘ndranghetisti all’estero con la casa madre reggina. Tali connotazioni tradizionali trovano il loro punto di riferimento nel Crimine che rappresenta l’organismo di vertice deputato a dettare le strategie, dirimere le controversie interne e stabilire la soppressione ovvero costituzione di nuovi locali. In totale, sono emersi 46 locali, di cui 25 in Lombardia, 14 in Piemonte, 3 in Liguria, 1 in Veneto, 1 in Valle d’Aosta ed 1 in Trentino Alto Adige“.

LEGGI LA PRIMA PARTE DELLA RELAZIONE DELLA DIA

La ‘ndrangheta all’estero

“All’estero – è scritto nella relazione della DIA – sfruttando tutte le opportunità offerte dai differenti sistemi normativi, i clan privilegiano l’insediamento in Stati meno cooperativi con l’Autorità Giudiziaria italiana ove sarebbe più agevole il reinvestimento dei capitali illeciti. L’attuale disomogeneità legislativa tra i vari Paesi, anche Europei, favorisce, infatti, l’infiltrazione nel mondo dell’economia e della finanza da parte delle mafie che già sono notevolmente favorite dalla globalizzazione dei mercati, dalla liberalizzazione dei movimenti di capitali, dalle potenzialità offerte dalle reti telematiche, nonché dallo sviluppo dell’intermediazione finanziaria peraltro attraverso circuiti alternativi. Nel quadro d’insieme che rivede l’articolata realtà geografica dell’organizzazione, rimane strategica da parte delle consorterie ‘ndranghetiste l’efficacia del controllo del territorio e l’affermazione nelle aree d’origine come evidenziato dai lunghi periodi di latitanza trascorsi dai boss mafiosi nei propri territori. Di contro, e a dimostrazione dell’importanza degli insediamenti oltre confine, negli ultimi anni è apparso significativo il dato afferente al numero di ricercati, anche di rango, che scelgono di rifugiarsi all’estero ove sono presenti efficaci reti logistiche di supporto (come in Germania, in Spagna e nel Sudamerica).

Il coinvolgimento di donne e minori

Con riferimento ai rapporti con altre organizzazioni malavitose, le ultime risultanze investigative hanno confermato la tendenza delle consorterie calabresi a instaurare collaborazioni utilitaristiche con gruppi di diversa matrice mafiosa – siciliana, campana e pugliese – giustificate da specifiche contingenze più che da una costante condivisione di interessi criminali. Tale assunto è valido anche per le consolidate relazioni instaurate con le compagini straniere – soprattutto albanesi oltre che sudamericane. Quale conseguenza della sempre più diffusa e tacitamente accettata distorsione dei valori espressa dalla ‘ndrangheta si evidenzia l’altrettanto frequente coinvolgimento negli affari illeciti di donne e di minori.

LEGGI LA PRIMA PARTE DELLA RELAZIONE DELLA DIA

(continua…)

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