venerdì, 21 giugno 2024

«La sanità calabrese è in perenne affanno: mancano 2500 medici»

Sono alcuni dei dati drammatici che emergono dal report sul comparto presentato dalla Uil

«La sanità calabrese è in perenne affanno. In questi anni sono stati chiusi 18 ospedali, sono stati effettuati tagli lineari, è stato bloccato il turnover del personale medico e sanitario, non sono stati stabilizzati tutti i precari». E’ quanto si legge nel report sulla sanità presentato dalla Uil Calabria durante una conferenza stampa alla presenza della segretaria regionale Maria Elena Senese e dal segretario generale di Uil Fp Walter Bloise.

Dai dati che emergono dal documento, «a fronte di una media nazionale di 2.140 euro, la spesa corrente più bassa in sanità si registra in Calabria con 1.748 euro». L’emigrazione sanitaria in altre regioni italiane è costata alla Calabria 245 milioni di euro da quando è iniziato il commissariamento del settore. Sempre dal report emerge che «in Calabria mancano i medici di famiglia: nel 2026 saranno 135 in meno. Il deficit di medici di medicina generale si attesta ad oltre 3100 professionisti. La stessa carenza di professionisti si riscontra presso gli ospedali calabresi. Secondo la Regione Calabria, nel territorio i medici mancanti – considerando tutte le specializzazioni – sono 2.500. Sono 450 le richieste di trasferimento all’estero. Per rimediare a questo deficit e sostenere l’impegno sanitario presso alcuni ospedali spoke della Calabria, la Regione è ricorsa all’aiuto dei medici cubani come risorsa emergenziale. Per ora i medici cubani in Calabria sono 270, ma l’accordo prevede che ne possano arrivare fino a 491. La Regione spende per ciascun medico 4.700 euro lordi al mese».

«La sanità della nostra regione, dopo 14 anni di commissariamento – sottolinea la Uil nel report – sta peggio di prima, nonostante il budget assegnato al comparto ammonti a 3 miliardi e 391 milioni. Inoltre, la Calabria è maglia nera per le liste d’attesa: a Vibo Valentia ci vogliano 271 per una mammografia e quasi 1 anno per una colonscopia. A Crotone per una visita oncologica si può rimanere in attesa anche 176 giorni. Nel 2023 sono state registrate 39 aggressioni a personale sanitario, tutti nel settore pubblico, in 20 casi l’aggressore è stato un paziente, in 10 casi è stato un parente o conoscente».

interviste:
Maria Elena Senese – segretaria Uil Calabria
Walter Bloise – segretario generale Uil Fp