sabato, 25 maggio 2024

La transumanza candidata a patrimonio culturale dell’Unesco

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La transumanza si cadida a diventare patrimonio culturale immateriale dell’umanità Unesco. La richiesta che riguarda questa antichissima pratica di allevamento è stata presentata ufficialmente a Parigi dall’Italia, Paese capofila della proposta insieme a Grecia e a Austria. E’ stato, dunque, formalmente avviato il processo di valutazione internazionale che nel novembre 2019 porterà alla decisione da parte del Comitato di governo dell’Unesco.

“Questa candidatura ci riempie di orgoglio – ha detto il vice ministro alle Politiche Agricole con deleghe del settore, Andrea Olivero – in quanto è l’unica del settore agricolo e valorizza una pratica che rinnova il profondo legame tra uomo, prodotto e paesaggio”.

La transumanza è una pratica di migrazione stagionale di greggi, mandrie e pastori, che si muovono in aree differenti a seconda della stagione lungo le vie dei “tratturi”. In Italia è regolarmente praticata nelle regioni del Centro e del Sud; ma pastori transumanti sono ancora in attività anche nell’area alpina, in particolare in Lombardia e nella Val Senales in Alto Adige dove lo spostamento avviene in verticale, col cambio di quota dell’alpeggio.

La Coldiretti  definisce la candidatura “un passo importante che va accompagnato da un impegno concreto per salvare i pastori in Italia, un Paese dove ci sono 60 mila allevamenti spesso concentrati nelle aree più marginali del Paese, per un patrimonio 7,2 milioni pecore”.