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L’allarme del Viminale: “Rischio infiltrazioni nel circuito dei vaccini e nel disagio sociale”

Il report dell'Organismo permanente di monitoraggio e analisi sul rischio di infiltrazione nell'economia da parte della criminalità organizzata Scritto da:

Da un lato il pericolo di infiltrazioni della criminalità nella diffusione del vaccino, dall’altra il rischio che la stessa criminalità “cavalchi” il disagio sociale che sta sfociando in manifestazioni pubbliche o sui social. L’allarme arriva dal report dell’Organismo permanente di monitoraggio e analisi sul rischio di infiltrazione nell’economia da parte della criminalità organizzata di tipo mafioso, voluto dal Viminale e presieduto dal vicecapo della Polizia Vittorio Rizzi.

I clan della criminalità organizzata potrebbero sfruttare l’occasione della diffusione del vaccino anti-coronavirus per incrementare il loro giro di affari illegali, dice il report. “La prossima diffusione dei vaccini potrebbe costituire l’area di interesse dei gruppi criminali in funzione della elevata domanda e della fisiologica bassa offerta iniziale”.

Ma non si può neppure escludere “il rischio che la criminalità organizzata possa sfruttare il disagio sociale esternato nelle manifestazioni di protesta legate alle misure anti Covid”. Ecco perché si stanno “monitorando le dinamiche dei contesti sociali al fine di scongiurare possibili saldature tra il malcontento diffuso, generato da situazioni di difficoltà, ed il tentativo di gruppi criminali di mettere a rischio la tenuta dell’ordine pubblico”.

“L’attuale periodo di difficoltà e incertezza, infatti, costituisce il contesto per la proliferazione dei sodalizi mafiosi interessati a lucrare sulle ingenti risorse economiche destinate a porre rimedio alla sfavorevole congiuntura economica”, e nello stesso tempo “la fase delicata che il Paese sta affrontando potrebbe ancor di più esporre gli amministratori locali a forme di contestazione che talvolta sfociano in atti di intimidazione da parte di attori non strutturati che operano anche per ottenere una visibilità mediatica amplificata dalle proteste di piazza”.

“Si è riscontrato l’interesse di un ampio ed eterogeneo panorama di attori ad inserirsi nella protesta per radicalizzarla – si legge nel report – Varie iniziative indette sui social dai rappresentanti delle categorie degli esercenti contrarie alle decisioni adottate dal governo sono state “monopolizzate” dalle frange più estreme dei gruppi politici ed ultras”.

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