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L’Asp di Crotone informa sull’ictus: prevenirlo e imparare a riconoscerlo per mitigarne gli effetti

È la terza causa di morte a livello europeo, la prima causa di invalidità. L’incidenza dell’ictus cerebrale sulla qualità della vita degli italiani è altissima: nella nostra nazione si verificano circa 200mila nuovi casi all’anno, con conseguenze molto gravi in termini di vite perse o che cambiano per sempre, ma anche in termini di costi sanitari. L’ictus, però, è una patologia “tempodipendente”, vale a dire che i suoi effetti dipendono in maniera decisiva dalla velocità con cui viene riconosciuto e trattato. È provocato, infatti, dall’occlusione di un’arteria che porta il sangue al cervello, che causa la graduale morte delle cellule cerebrali.

Prima si interviene, dunque, e meno cellule vengono coinvolte, con un danno permanente inferiore per le capacità cognitive o fisiche di chi lo ha subito. Al momento, però, solo il 22% dei pazienti colpiti da ictus raggiunge il Pronto soccorso entro le 4ore e mezzo dall’insorgenza dei primi sintomi. E questo accade perché i sintomi non sono così facilmente riconoscibili. Per questa ragione l’Asp di Crotone, Unità operativa di Neurologia e Stroke Unit, ha promosso una campagna di sensibilizzazione ed informazione sull’ictus, per insegnare ai cittadini ed agli operatori sanitari a riconoscere l’ictus in tempo, ma anche per riconoscere i fattori di rischio modificabili, quelli che l’ictus possono prevenirlo. La campagna si concretizzerà in una serie di incontri che avranno luogo nei principali ccomuni del Crotonese

Ai nostri microfoni Domenico Bosco, primario di Neurologia presso l’ospedale di Crotone, e la neurologa Maria Pantusa

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