domenica, 21 luglio 2024

Lavorava all’Asp e contestualmente in strutture private: sequestri a medico

Il ruolo rivestito nell'Azienda Sanitaria era incompatibile con l'altro; è indagato per truffa e falso ideologico

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza hanno svolto una complessa indagine riguardante le prestazioni professionali rese da un dirigente medico, dipendente dell’A.S.P. bruzia ora in pensione, in condizione di incompatibilità presso quattro strutture socio-sanitarie private accreditate con il S.S.N..

Le attività, riferisce una nota delle fiamme gialle, si sono concentrate sull’accertamento dello svolgimento da parte di un medico di attività lavorativa, ulteriore rispetto a quella di dirigente presso l’ASP di Cosenza, per quattro strutture private, in violazione del vincolo di esclusività che lo legava all’Azienda di appartenenza e che comportava anche l’erogazione in busta paga dell’indennità. Dalle indagini sarebbe emerso che il dipendente pubblico avrebbe esercitato per anni la professione di medico geriatra presso le predette strutture accreditate con il S.S.N. nonostante questo non fosse possibile visto l’incarico ricoperto presso l’ASP.

La gravità del contesto è stata oltremodo accentuata proprio dal ruolo rivestito dall’indagato, il quale nel Pubblico aveva il compito di vigilare sulle strutture private presso cui lavorava, operando in una condizione di conflitto d’interessi.

Per mascherare questo rapporto di lavoro, sia i responsabili delle strutture sanitarie che il dirigente avrebbero falsificato la documentazione utile al mantenimento dell’accreditamento al S.S.N., inducendo quindi in errore i vertici dell’Azienda Sanitaria e della Regione Calabria.

I reati contestati spaziano dalla truffa al falso ideologico per il dipendente pubblico che ha nel tempo attestato falsamente di non svolgere attività extraprofessionale e contestualmente avrebbe percepito oltre 100mila euro a titolo di “indennità di esclusività”, legata proprio al vincolo di lavoro con l’ASP di Cosenza, cifra per la quale è stato richiesto dalla Procura della Repubblica un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente.

Il GIP presso il Tribunale di Cosenza, aderendo a quanto richiesto dalla locale Procura, ha emesso un decreto di sequestro preventivo la cui esecuzione ha portato all’apprensione di disponibilità liquide e immobili riconducibili all’indagato.

Le Fiamme Gialle del Nucleo PEF hanno provveduto altresì a segnalare i fatti riscontrati alla Regione Calabria ed a notificare i verbali di contestazione amministrativa per violazione di quanto disposto dal “Testo Unico sul Pubblico Impiego” nei confronti delle 4 società che gestivano le strutture sanitarie ove era stato indebitamente assunto il dirigente pubblico ed ora rischiano di pagare una sanzione tra i 3.000 ed i 60.000 euro.