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Lavoro, in quindici anni emigrati 180mila calabresi

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Oltre 180 mila giovani calabresi sono emigrati negli ultimi 15 anni: uno su due ha scelto il nord Italia ed il 15,8% l’estero. Il dato emerge dal Rapporto annuale sull’economia locale realizzato dall’Istituto Demoskopika per conto della Banca di Credito Cooperativo Mediocrati e presentato nella sede dell’istituto di credito a Rende.

Giovane under 35 anni, prioritariamente di sesso maschile – si afferma nel rapporto – preferibilmente laureato, meglio se con un dottorato di ricerca in tasca: è l’identikit del ‘cervello in fuga’, fenomeno crescente che, oltre alle gravi conseguenze per le speranze di crescita del territorio calabrese, genera anche costi sociali legati alla perdita delle risorse economiche impiegate per l’istruzione dei laureati che poi decidono di lasciare la Calabria. Inoltre, è la Calabria con ben il 38% di laureati magistrali nel 2011, la realtà regionale a detenere il primato negativo dei giovani che a 5 anni dal conseguimento del titolo universitario ancora non lavorano. A seguire Molise (36,3%), Basilicata (35,3%), Sicilia (32,8%), Puglia (29,2%), Campania (28,4%), Sardegna (25%) e, infine, Abruzzo (22,7%). Un analogo trend si registra per i giovani che hanno conseguito una laurea triennale. In questo caso la Calabria è ultima in graduatoria insieme ad altre regioni del Sud, mentre in cima troviamo giovani residenti nelle regioni del Nord. Sette imprenditori su 10 ritengono la ‘fuga dei cervelli’ un fenomeno molto grave”.

«L’analisi dei dati – ha detto il direttore di Demoskopika, Nino Floro – rileva un progressivo spostamento dell’incidenza del fenomeno dell’emigrazione verso fasce della popolazione a maggiore istruzione». «Lo studio – ha commentato il presidente della Mediocrati Nicola Paldino – evidenzia la ripresa di un preoccupante flusso migratorio alla ricerca di maggiori certezze sul versante occupazionale. Una ‘mobilità forzata’ che coinvolge soprattutto i nostri giovani che, non riuscendo a trovare un impiego adeguato alle proprie aspettative, capacità e titolo di studio, sono costretti ad emigrare. Una grave perdita economica e di capitale umano subita dalla Calabria».

 

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