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L’EDITORIALE | Al voto Reggio Calabria e Crotone, città dal potenziale straordinario ma cariche di emergenze!

Che paradosso, tutto in salsa calabra! Reggio Calabria e Crotone saranno chiamate da qui a breve a eleggere un nuovo sindaco e a rinnovare i rispettivi consigli comunali. Siamo di fronte a due delle città più antiche d’Europa e d’Italia, entrambe pilastri di quella che fu la gloriosa Magna Grecia. Ne conservano memoria due Musei archeologici nazionali di grande prestigio. Uno, quello in riva allo Stretto, più nuovo e moderno, famoso per i Bronzi di Riace e non solo. L’altro, più datato dal punto di vista strutturale, ma altrettanto ricco di reperti, a partire dal tesoro di Hera Lacinia con il celeberrimo diadema. Immaginate se questi due musei li avessero a New York, ad Amsterdam, a Berlino, a Siviglia… Non stiamo qui a giudicare gli sforzi, senz’altro meritori, compiuti dalle dirigenze dei due diversi musei: fanno senz’altro tanto e più del possibile. Stiamo valutando, piuttosto, il livello di investimento politico che l’Italia, il Sud e la Calabria fanno su questi due giganti della cultura antica, così come su altri di analogo valore. Peraltro, la dimensione archeologica dell’antica Kroton è rafforzata anche dalla sublime area di Capocolonna che trasuda storia. Si pensi alla presenza di Annibale, con il racconto delle sue gesta italiche scolpito proprio in quel sito e di cui ci preserva memoria la letteratura. Oppure all’Eneide, con il passaggio su Capocolonna vergato da Virgilio. Altre nazioni ci avrebbero costruito su politiche turistiche e culturali, forse anche dei centri di studio e ricerca, o delle università di rango mondiale. Ma noi siamo l’Italia del bel vivere, troppo spesso rumoroso e inconcludente, la Calabria delle sagre su “laqualunque” o di costosissimi cortometraggi. Si fa altro, essendo in tutt’altre faccende affaccendati!

Ricordo ancora, nei miei lunghi viaggi in Germania, una fermata nella poco conosciuta e piccola cittadina di Rosenheim, sull’Inn. Visitai un curatissimo museo sulla storia di quel fiume e sull’evoluzione dell’economia e della società legati a quel corso d’acqua. Pochi i reperti, ma tante ricostruzioni serie, affidabili, istruttive, curate senz’altro da architetti, archeologi, storici. Esperienza davvero entusiasmante. Eppure era solo Rosenheim, tappa che solo un amante dei lunghi viaggi in auto poteva aver inserito in un itinerario bavarese. A Capocolonna non c’è neanche una targa, ben visibile e adeguatamente valorizzata, per ricordare che da quelle parti e per anni si stanziarono le truppe dell’imbattibile generale cartaginese Annibale che sfidò la potenza di Roma. Ripartì da lì, verso Cartagine, dopo aver rivolto un ultimo sguardo all’allora tempio di Hera che aveva ancora tutte le sue colonne. Annibale con i Bruzi aveva dialogato tanto, e li ebbe per buona parte suoi alleati in quanto essi temevano di rimanere soggiogati al potere dei consoli. E invece fu così. Roma vinse e non fu tenera con l’allora Bruzio. Proprio nei giorni in cui la Lega di Matteo Salvini sta per presentare le sue prime liste alle comunali di Reggio Calabria e di Crotone ci sarebbe molto da ragionare sul ruolo di Roma rispetto al mancato sviluppo del Sud, richiamando magari le antiche battaglie libertarie e padane di Bossi. Dalla Res Publica alla Repubblica nata dopo il secondo conflitto mondiale la Calabria è stata sempre un “problema” per Roma piuttosto che una risorsa, di fatto una rissosa “colonia”, un giacimento di braccia e di intelligenze, un luogo in cui estirpare la cupidigia dei baroni, la violenza di briganti sanguinari, la brutalità sovversiva della ‘ndrangheta. La Calabria e Roma, un grande libro da scrivere, con alcuni pesanti capitoli dedicati anche al Papato che impedì agli Svevi di Federico II di costruire al Sud il regno più importante del Mediterraneo, per favorire prima gli Angioini e poi gli Aragonesi, rapaci esattori.

Torniamo a Reggio e a Crotone, entrambe póleis marinare. Reggio è una delle più belle città d’Europa, con quel lungomare strepitoso affacciato sullo Stretto e con sullo sfondo l’Etna. Crotone non è da meno per valore paesaggistico e clima. Reggio e i profumi dei suoi giardini di ispirazione araba che nei secoli videro prevalere il Bergamotto, agrume che avrebbe meritato, per le sue eccezionali qualità farmaceutiche, medicamentose, nutrizionali, agroalimentari e aromatiche, la nascita di un distretto in grado di generare migliaia e migliaia di posti di lavoro. Ma Reggio ha alle spalle anche le ricchezze immense dell’Aspromonte, così come Crotone ha quelle della Sila e del Marchesato. Il Pecorino Dop, il grano duro, i finocchi ed altri ortaggi, il pesce azzurro sono tra i tanti tesori dell’hinterland crotonese. Reggio e Crotone hanno entrambe un castello, a memoria di una storia ultramillenaria che ha lasciato segni secolo per secolo. Da Reggio partì la conquista europea del Cristianesimo, da Crotone si diffuse il pensiero pitagorico che ancora oggi influenza il pensiero e la scienza sul piano mondiale.

Mi struggo letteralmente, anche nei miei libri, nell’immaginare cosa potrebbero essere la Calabria intera e le sue città, proprio a partire da Reggio e Crotone che oggi sono alle prese con le elezioni comunali, se fossero state ben guidate e orientate, con lungimiranza e visione, e se le comunità che le vivono le avessero amate davvero, dal popolo alle classi dirigenti. Mentre scriviamo, entrambe convivono con un’emergenza rifiuti che è una vergogna assoluta, uno scempio, un calcio allo sviluppo sano e sostenibile. Mi scuso con i lettori se sono costretto a omettere la citazione di altri tesori, a partire dal vino e dall’olio o dalla gastronomia, ad esempio, o dalle risorse culturali, o dalle grandi personalità che le hanno popolate. Ci sarebbe da scrivere e parlare per giorni. Chiudo ricordando, malinconicamente, che sia da Reggio sia da Crotone in una mezz’oretta puoi raggiungere la montagna: rispettivamente l’Aspromonte e la Sila. Godere di lunghe passeggiate tra le foreste di conifere, respirando l’aria più pulita e anti-Covid d’Europa, e poi rientrare rapidamente in riva al mare per mangiare a cena del pesce azzurro appena pescato. Con un caro amico bergamasco, discutendo anche di politica, riflettiamo spesso su questo potenziale tanto immenso quanto sottovalutato, sprecato, o addirittura ignorato e danneggiato. E ragioniamo di possibili svolte reali. Con qualche amico calabro-lombardo discettiamo sull’effettiva voglia di cambiamento del Sud e quando incontro un certo scetticismo rispondo: dipende dalle scelte che facciamo e sosteniamo, non è un destino ineludibile!

Reggio e Crotone stanno ritornando al voto. Le classi dirigenti si facciano un esame di coscienza, ma serio e non ipocrita! Dovremmo essere impegnati tutti nel gestire ricchezze e non nel consumarci commentando emergenze ataviche che subiamo (colpevolmente) in silenzio!

 Massimo Tigani Sava

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