domenica, 14 luglio 2024

L’EDITORIALE Catanzaro, quell’Aquila è simbolo e storia di coraggio. La si guardi per combattere o per provare vergogna!

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Catanzaro deve dimostrare di avere lo status, lo spessore politico, la forza morale, la vitalità e l’energia di capoluogo di regione. L’Aquila del suo stemma conferma una tradizione di coraggio civile e persino militare, di identità plasmata dalla coscienza di sé. In questi giorni, come ha fatto bene a ricordare proprio ieri il professor Valerio Donato, ordinario della Magna Graecia e consigliere comunale, Catanzaro sta vivendo una delle pagine più “brutte” della sua storia. Io aggiungo anche più grigie e più buie. Occorre capire subito che cosa è accaduto, come è accaduto e perché è accaduto. Insisto su questo argomento da intellettuale e giornalista calabrese e catanzarese. La duplicazione della Facoltà di Medicina, istituendone un’altra a settanta chilometri da quella di Germaneto, è un errore per Catanzaro, per Cosenza, per la Calabria tutta. Non si rivelerà un errore per Catanzaro o per Cosenza solo se una delle due realtà dovesse prima o poi soccombere o indebolirsi fortemente. Non è difficile capire, sic stantibus rebus, chi è il giocatore più debole tra i due, almeno in questo momento.
I politici catanzaresi stanno dando una non esaltante prova di sé, e purtroppo lo stanno facendo su una questione fondamentale, direi strategica, della vita economica e sociale di Catanzaro. Wanda Ferro attacca il Pd, ma è membro del Governo Meloni nonché parlamentare del partito di maggioranza relativa e che governa anche alla Regione. Un Governo nazionale, sia chiaro, ha tutta la forza istituzionale necessaria per intervenire. Il sindaco Nicola Fiorita, uomo di sinistra, docente Unical, si sta muovendo poco, spero solo per avere il tempo di coordinare una battaglia democratica che deve essere condotta fino in fondo. Il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, non si esprime, eppure coordina il Parlamento calabrese ed ha un mandato elettorale forte. La nota di Eugenio Riccio, consigliere comunale, non mi ha convinto: attacca il sindaco, ma dà la partita per persa e non indica il modo per approdare a un risultato positivo per il capoluogo. Il silenzio dell’assessore alla Cultura, professoressa Donatella Monteverdi, docente della Magna Graecia, non lo comprendo. Ho apprezzato la tenacia politica e dialettica manifestata dal professor Valerio Donato, ordinario della Magna Graecia, che tra l’altro, da giurista, indica alcuni percorsi possibili. Mi è sembrato utile il ragionamento della vice sindaca Giusy Iemma, anch’esso proteso a dare il via a un itinerario virtuoso. Non sto dando improbabili pagelle, cerco solo di riflettere e osservo. E sarebbe lecito pretendere che altri intellettuali catanzaresi facessero ascoltare la propria voce, in un contesto di sospetta sonnolenza!
Le coerenze di tutti si misureranno sul campo. L’Aquila conquistata da Catanzaro significò “sanguinis effusione” e non chiacchiere, furbizie, giravolte, bizantinismi, scaricabarile. Lo voglio dire chiaro, perché resti nella memoria storica e civile di questa Città: la tripartizione della sola Provincia di Catanzaro a fronte della salvaguardia di Reggio Calabria e di Cosenza fu un errore esiziale. L’indebolimento oggettivo del futuro di Medicina, correlato a quello di un non adeguato potenziamento del polo sanitario d’eccellenza di livello meridionale, è un argomento ancora più pesante, ancora più rilevante, ancora più decisivo.
Non ho la necessità di ribadire il ruolo importantissimo che l’Unical ha avuto ed ha per l’emancipazione culturale ed economico-sociale della Calabria. Ma l’Unical può continuare benissimo a sviluppare, con finanziamenti adeguati, i filoni nei quali ha già avuto successo. L’avvio di una Facoltà di Medicina a Rende-Cosenza, però, è solo un potente ridimensionamento di Catanzaro che è capoluogo di regione. La politica catanzarese, con in testa il sindaco Fiorita e il sottosegretario Ferro deve, dico deve, in maniera autorevole e unitaria, muoversi immediatamente per scongiurare un fallimento epocale delle prospettive di sviluppo di Catanzaro. La si finisca di concentrarsi su argomenti minori, come quello relativo alla rivitalizzazione di un centro storico che non può essere rianimato con l’ossigeno, ma che sarà il cuore pulsante dei Tre Colli solo se Catanzaro difenderà fino alla fine, risultando vincente, le sue funzioni vitali. Altrimenti si stanno celebrando riti ipocriti. Catanzaro ridotta a “paesello” non può delineare alcun futuro positivo né per il centro storico, né per il quartiere marinaro, né per le sue tante periferie malmesse. Ferro e Fiorita, insieme, capeggino subito una delegazione che bussi domattina alle porte dell’Università e chieda al rettore De Sarro che cosa è accaduto e cosa sta accadendo, e poi salga tutti i gradini (dico tutti) delle Istituzioni più importanti. Qualcuno guardi quell’Aquila e trovi lo stimolo per combattere, altri provino almeno un po’ di vergogna! (Massimo Tigani Sava)