venerdì, 21 giugno 2024

L’EDITORIALE Catanzaro sveglia, non bastano giallorossi e morzello per dirsi capoluogo. Nasce un’altra Medicina a 70 km?

Che cosa stanno facendo di concreto i politici locali, comunicati stampa a parte, per impedire un grave ridimensionamento oggettivo del ruolo della città

immagine articolo L’EDITORIALE Catanzaro sveglia, non bastano giallorossi e morzello per dirsi capoluogo. Nasce un’altra Medicina a 70 km?

Catanzaro si esalta per la squadra di calcio e, al contempo, pare non riesca a comprendere che sulla vicenda della Facoltà di Medicina si gioca un pezzo fondamentale di futuro del capoluogo e di intere generazioni. Lo sappiano tutti, e così riflettiamo su quelli che potrebbero rivelarsi falsi miti e falsi amori: non basta sventolare i colori giallorossi per dirsi Catanzaresi con la “C” maiuscola! Se la passione per il calcio non si trasforma in piena e consapevole coscienza civile a mio avviso serve a poco, o potrebbe addirittura essere un segnale da interpretare senza troppa benevolenza. Si sono letti comunicati stampa di politici, infarciti di retorica, quando invece questi stessi eletti avrebbero dovuto organizzare una potente resistenza democratica a difesa del ruolo dell’Ateneo Magna Grecia. Questi rappresentanti del popolo, forti del mandato elettorale ricevuto, avrebbero dovuto tutti assieme e pubblicamente chiedere al rettore De Sarro di dare spiegazioni urgenti e dettagliate su quanto è accaduto o sta per accadere. I politici catanzaresi avrebbero dovuto contattare immediatamente il governo Meloni per sollecitare un intervento decisivo e forte, nonché mettersi in relazione con esperti della materia per valutare attentamente ogni aspetto giuridico che riguardi un argomento tanto basilare e delicato. Non siamo di fronte a una questione di mero campanile: chiunque lo sostenga lo fa perché preferisce sottovalutare l’argomento, o perché ha interesse a dare una lettura strumentale di un passaggio strategico della vita economico-sociale del capoluogo di regione. Come si possono sventolare bandiere giallorosse allo stadio, dirsi amici o addirittura “innamorati” di Catanzaro, e non comprendere che sta maturando in questi giorni un passaggio politico, nell’accezione più ampia del termine, che condizionerà pesantemente il futuro dei Tre Colli? Qui nessuno sta mettendo in discussione il ruolo fondamentale e meritorio che l’Unical ha avuto ed ha nella storia e nel presente della Calabria. Si discute, piuttosto, dell’opportunità di varare una seconda Facoltà di Medicina in una regione di meno di due milioni di abitanti, di allocarla a Rende-Cosenza, a una settantina di chilometri da Germaneto. All’Unical esistono già tanti corsi di laurea e tanti altri potrebbero essere varati più omogenei con la storia dell’ateneo bruzio. Perché, quindi, indebolire di fatto la dimensione di polo sanitario d’eccellenza e di riferimento regionale e sovraregionale da tempo individuato per Catanzaro? Perché non si deve approdare a una visione più ampia, più ragionata, più armoniosa ed organica del sistema universitario calabrese? Ma è possibile che la politica catanzarese sia così debole e disattenta da non riuscire ad affrontare con la dovuta determinazione un argomento così decisivo? E che cosa significa l’immobilismo del tessuto sociale del capoluogo, tra partiti, sindacati, organizzazioni di categoria, associazioni, ordini professionali e finanche intellettuali e rappresentanze istituzionali a vario livello? Wanda Ferro, sottosegretario del Governo Meloni, che cosa ha fatto di concreto in Parlamento e a Palazzo Chigi? E il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, che cosa sta aspettando a muoversi? La vicesindaca di Palazzo De Nobili, Giusy Iemma, è stata protagonista di un intervento che ha tracciato anche un possibile percorso operativo. Ci chiediamo: il Comune si muoverà in questa direzione? L’assessore alla cultura del Comune, Donatella Monteverdi, non è anche docente della Magna Grecia? Che cosa pensa di questa vicenda? L’Assemblea Civica è pronta ad alzare barricate democratiche per far pesare il proprio ruolo, o vogliamo dare la precedenza alle atmosfere natalizie? Quando si decise che l’autostrada del Sole passasse da Cosenza si mutarono le sorti di un’intera fetta della Calabria. Lo si comprende che le grandi infrastrutture e realtà pesanti quali una Facoltà di Medicina cambiano il futuro di un’intera comunità? Se non fosse così, del resto, perché Cosenza ha inseguito il varo di una Facoltà di Medicina? Per cortesia qualcuno che conta mi risponda: perché? La stessa cittadinanza tutta, che si esalta per i goal dei giallorossi, perché non scende democraticamente in piazza e non organizza un presidio permanente a Germaneto (nel rispetto delle norme vigenti, ovviamente) richiamando l’attenzione dei media locali e nazionali? Mi fanno sorridere i post social sulla rivitalizzazione del centro storico dei Tre Colli, magari sottolineando la presenza di qualche lampadina in più e di qualche spettacolo d’intrattenimento, quando si rischia di perdere la centralità e l’unicità del ruolo della Facoltà di Medicina. Sveglia Catanzaro sonnolenta, sveglia. Una seconda Facoltà di Medicina in Calabria che nascerà a 70 chilometri da Germaneto! Sveglia Catanzaro sonnolenta, non contro qualcuno, ma per difendere prestigio, identità, ricchezze e risorse da trasmettere a quanti vivranno dopo di noi. I cittadini urlino a certa politica di farsi da parte se non si è in grado di condurre (o non si vuole? E perché non si vuole?) battaglie storiche e qualificanti. Queste sono le partite sulle quali occorre giocarsi tutto e dimostrare di avere le spalle forti! Siamo di fronte a una delle vicende più inspiegabili  e buie, sul piano economico-sociale e politico, della storia di Catanzaro, per cui occorre capire bene che cosa è accaduto e che cosa sta accadendo. Perché è accaduto e perché sta accadendo? Chi è stato zitto e perché è stato zitto? Chi ha lasciato fare e perché ha lasciato fare? Le note stampa firmate da tanti politici dimostrano che il problema esiste ed è grave. Ma le note stampa lasciano il tempo che trovano se da domani non si tradurranno in battaglie politiche epocali. Catanzaresi sveglia: non bastano goal giallorossi e morzello per dire che Catanzaro è un capoluogo di regione! Sveglia! (Massimo Tigani Sava)