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L’EDITORIALE | Crotone e le polemiche inutili: viviamo il mese Mariano come momento di fede

Fuochi o non fuochi, Luxuria o non Luxuria: questi i temi "caldi" - e banali - degli ultimi giorni Scritto da: GIUSEPPE LARATTA

Sono giorni abbastanza carichi quelli che una parte di Crotone sta vivendo per alcune polemiche sterili ed inutili. Il tutto riguarda il mese Mariano e le iniziative che ci girano intorno e che – è bene sottolinearlo per chi si ostina a continuare a parlare di aria fritta – esulano dalle celebrazioni ufficiali in occasione della Madonna di Capocolonna. Ma andiamo con ordine e ricostruiamo il tutto.

Una settimana fa, l’arcivescovo di Crotone-Santa Severina – mons. Angelo Panzetta – ha proposto di «sospendere la programmazione dei fuochi pirotecnici» (LEGGI L’ARTICOLO), che come noto si tengono al rientro della Sacra Effigie, «come scelta di sobrietà e in vista della condivisione, anche per rispetto nei confronti dei numerosi profughi ucraini, per i quali i botti ricordano il dramma del fragore delle bombe che sta distruggendo il loro paese». «Penso – ha scritto Panzetta in una lettera a parroci, Consigli Pastorali Parrocchiali, ed ai Comitati per le feste religiose – che sarebbe difficile da sostenere eticamente anche la scelta, operata in tempo di crisi e di povertà diffusa, di “bruciare” somme consistenti di denaro anche per luminarie dispendiose o per spettacoli che risultino economicamente troppo onerosi».

In risposta a questa proposta, sono piovute critiche da una parte di crotonesi – commercianti, associazioni di quartiere e semplici cittadini – contrari alla cancellazione dei fuochi d’artificio. Per partito preso, e perchè si andrebbe a tagliare una parte “importante” – a loro dire – della festa della Madonna. Proprio per questo, hanno lanciato anche una raccolta fondi per organizzare lo stesso lo spettacolo pirotecnico – anche se emergerebbero alcuni dubbi sulla messa in pratica dello stesso, considerato che bisognerebbe avere delle autorizzazioni.

Occorre fare una riflessione, anche se le considerazioni sarebbero da scoperta dell’acqua calda: il mese Mariano è ben altro che i fuochi d’artificio, la fiera o le giostre. Sono eventi che fanno da contorno a quello principale: omaggiare e celebrare la Patrona di Crotone. Lo scorso 30 aprile, come tradizione vuole, è stato calato il Quadro dell’altare privilegiato alla navata centrale della Basilica Cattedrale, dando così l’inizio ai festeggiamenti (GUARDA IL VIDEO); così come – tra le varie celebrazioni – sabato prossimo ci sarà il pellegrinaggio della Sacra Effigie dal Duomo all’ospedale, fino ad arrivare al pellegrinaggio notturno verso Capocolonna la terza domenica di maggio. La festa della Madonna – nel senso più stretto – è un momento intimo, religioso, di fede verso la Madre di tutti i crotonesi, alla quale affidano le preghiere e pensieri. E’ un momento spirituale che va oltre le iniziative più frivole e leggere che – per carità – devono anche esserci, ma non devono prevalere. E soprattutto non si capisce tutto questo accanimento verso il vescovo Panzetta e la sua decisione, nonché anche con gli altri membri del Capitolo Cattedrale. Polemiche sterili. Non ci saranno i fuochi d’artificio quest’anno? Pazienza, l’importante è sentire la festa nel proprio cuore, non vedere due botti che scoppiano sul lungomare. Mai come quest’anno potremmo dire che “erano meglio i fuochi dell’anno scorso” (ci riferiamo, ovviamente, a quelli del 2019, visti i due anni di pandemia che hanno cancellato le celebrazioni).

Citando sempre una dichiarazione del vescovo Panzetta, «la questione dei fuochi» non deve farci «perdere il vero “focus” delle feste religiose, che consiste nella gioia di contemplare nei santi, e ancor più nella Vergine Maria, lo splendore e la fecondità della grazia di Cristo che per il battesimo è innestata vitalmente anche nelle nostre vite». Per onore di cronaca, questa mattina alle 12 è convocata una conferenza stampa “per la presentazione di una significativa iniziativa promossa da FC Crotone e FenImprese – si legge nell’invito – oggetto della conferenza sarà una raccolta fondi in favore della popolazione ucraina colpita dalla guerra e – parallelamente – per l’acquisto dei fuochi pirotecnici in occasione della prossima Festa Mariana. Sull’iniziativa, al riguardo, è stato sentito l’Arcivescovo di Crotone-Santa Severina Monsignor Angelo Raffaele Panzetta».

L’altra polemica – inutile – riguarda la presenza a Crotone dell’attivista ed ex deputata Vladimir Luxuria, invitata al premio “Franco Razionale” «per quello che è il tema sociale che sarà trattato, violenza sulle donne e omofobia» – fanno sapere gli organizzatori. L’evento è in programma sabato 7 maggio in piazza della Resistenza e – ed è bene sottolineare – non rientra assolutamente in quello che è il calendario organizzato dal Comitato della festa della Madonna. Questa precisazione – banale ed inutile – va fatta per quello che andrò ad esporre. Sulla presenza dell’attivista, ha creato un polverone l’avvocato Giancarlo Cerrelli – presidente dell’associazione politico culturale “Popolo e Identità – che – in una nota, ha sparato a zero sull’evento. «Quest’anno – scrive Cerrelli – la festa della Madonna di Capocolonna sarà oltraggiata e strumentalizzata da un evento ideologico provocatorio e dissacrante – sponsorizzato anche dall’Amministrazione comunale, un vero e proprio sgarbo istituzionale nei confronti della Chiesa crotonese e di tutti i devoti della Madonna di Capocolonna». La riflessione – banale, ma doverosa – va fatta: come scritto qualche rigo sopra, il premio “Razionale” è da 15 anni una realtà autonoma, che non ha nulla a che fare con gli eventi legati alla Santa Patrona di Crotone. La polemica di Cerrelli è priva di senso in primis per quanto appena scritto; in secundis, cosa cercava? Visibilità, far parlare di sé, seguito per accedere ad una lista in una prossima competizione elettorale? Il premio, come detto, si terrà in piazza della Resistenza alle 20:30; alle 18 è previsto il passaggio del Quadro in pellegrinaggio verso l’ospedale: dove sta il problema? Qual è la commistione per la quale l’illustre avvocato si batte tanto, e per la quale sta peregrinando in questi giorni verso la Curia? Possono convivere entrambe le cose: la sacralità della Santa Patrona, ed il dibattito – su temi importantissimi – con l’attivista e transgender. O, altrimenti, basta parlare chiaro: a maggio non si possono organizzare eventi, in generale, dove passa la Madonna. E questa è democrazia? Pluralità? Ai lettori l’ardua sentenza.

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