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L’EDITORIALE I pochi censori di Gratteri pensino ai risultati straordinari dell’inchiesta Petrol-Mafie Spa!

Siamo di fronte al vero Grande Problema di un Paese inquinato. Risvolti di drammatica gravita meriterebbero, questi sì, commenti preoccupati Scritto da:

Dove sono i censori, gli alfieri della democrazia e della giustizia d’Italia, i Montesquieu in sedicesimo che hanno attaccato Nicola Gratteri per una normalissima prefazione a un libro? Le hanno ascoltate, proprio in queste ore, le parole di alti e valenti magistrati su “Petrol-Mafie Spa”? Un lavoro serio e attendibilissimo, proveniente da ben quattro Procure della Repubblica che hanno agito assieme per questa imponente inchiesta (Roma, Napoli, Catanzaro e Reggio Calabria), coadiuvate dal Ros dei Carabinieri e dal Gico della Guardia di Finanza, e con il coordinamento della Procura nazionale Antimafia. I moderni inquisitori, a caccia di frasi da mettere all’Indice, sono stati attenti alle riflessioni del Procuratore di Roma, Michele Prestipino, del Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, del Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri?
I novelli Beccaria in miniatura non hanno nulla da esternare, con dovizia di analisi e grinta dialettica, su un’operazione antimafia tanto importante, estesa, articolata e dai contorni drammaticamente gravi che meriterebbe un attento confronto delle Camere, o dei Consigli regionali dei territori coinvolti? Rammentiamo a quanti, senza farsi troppi scrupoli, o forse con eccessiva ingenuità o superficialità, hanno di fatto messo in discussione lo straordinario lavoro messo in atto ormai da anni da Nicola Gratteri (ed eventualmente anche da tanti altri suoi colleghi, perché pure questo aspetto andrebbe sottolineato per evidente sillogismo), i termini di un’inchiesta dai contenuti esplosivi: sequestri di immobili, società e denaro contante per un valore di circa 1 miliardo di euro; frode fiscale in materia di prodotti petroliferi; riciclaggio e auto-riciclaggio; associazione di tipo mafioso; provvedimenti cautelari, tra custodia in carcere e arresti domiciliari, a carico di circa 70 persone (già vagliati da diversi Gip); trasferimento fraudolento di valori; estorsione; associazione per delinquere finalizzata a reati tributari; illecita commercializzazione di prodotti petroliferi; ricettazione. Certo, non abbiate timore, siamo tutti iper-garantisti. Sulle responsabilità dei singoli aspetteremo, con convinto rispetto, le decisioni dei magistrati competenti nei vari livelli di giudizio: è una garanzia per tutti, non solo per gli indagati!
Ma non sarebbe più giusto, corretto e di grande sensibilità democratica e civile che i critici di ieri ci inondassero oggi di commenti sull’azione strategica svolta da diversi Procuratori e Sostituti che hanno svelato un mondo pericolosissimo in cui la camorra campana, la ‘ndrangheta calabrese e la mafia siciliana, dimostrando una capacità spaventosa di interconnessione, occupano spazi finora impensabili? Proprio Nicola Gratteri ha parlato di una Rinascita Scott 2, dando il senso di un filo conduttore che continua a svelare sempre nuovi scenari. Siamo molto al di là – ed è auspicabile che intellettuali molto illuminati abbiano quantomeno preso appunti per meditare – delle classiche megafrodi sugli oli minerali, fra cartiere, fatture false e criminali specializzati che derubano lo Stato di milioni di euro e ognuno di noi che quotidianamente paga i carburanti a peso d’oro. Qui stiamo osservando un salto di qualità nell’azione della criminalità organizzata che dovrebbe allarmare, sgomentare, impensierire molto, ma molto di più della pubblicazione di una prefazione! Lo capite? “Petrol-Mafie Spa” ci spiega che mafie e colletti bianchi ormai ragionano alla stregua di potenti multinazionali, trattano affari giganteschi, progettano addirittura interventi infrastrutturali, contano su quantità enormi di denaro liquido, si muovono sul piano internazionale intercettando anche interessi di Paesi extraUe. Tale spudorata presunzione di forza disorienta e dovrebbe essere “Il Problema” sul quale concentrare ogni energia sana del Paese, sempre che tutti lo vogliano. L’economia legale ne viene devastata. Altro che mercato, libera concorrenza e meritocrazia. Qui emerge una sorta di Stato parallelo, un’economia sporca che ha ambizioni incontenibili. E proprio in Calabria vien fuori un dato che imporrebbe ragionamenti qualificati: questi nuovi “affari” renderebbero addirittura più del traffico e spaccio di droga.
Il senso dell’equilibrio non si può perdere mai, a meno di essere tremendamente disattenti, facili demagoghi, interessati, strumentali, o nel peggiore dei casi collegati ad ambienti che colorano di grigio intenso il Paese. I coraggiosi magistrati e le forze dell’ordine che combattono, nel rispetto delle leggi, fenomeni quali “Petrol-Mafie Spa”, sono da elogiare e difendere, per far sentire loro anche tutto il sostegno dell’opinione pubblica. Qualcuno si metta una mano sulla coscienza, se ce l’ha! (Massimo Tigani Sava)

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