L'Editoriale Notizie Politica Primo Piano

L’EDITORIALE La prima grande riforma che occorre è quella della politica e dei partiti. Il flop dei referendum e il futuro

Scritto da: MASSIMO TIGANI SAVA

Gli Italiani esigono la riforma profonda della politica prima che dei vari settori e apparati dello Stato, magistratura compresa. È la politica che non funziona bene, che non risponde ai problemi del Paese e dei cittadini, in un’Italia da rifondare, certo, ma non a colpi di referendum, bensì con un progetto complessivo come accadde nel Secondo Dopoguerra. La politica è figlia di partiti nel complesso stanchi e senza leadership adeguate. La Lega sta dimostrando tutti i propri limiti, con un Matteo Salvini che non è riuscito a tradurre in consenso politico un voto giunto, anche da Sud, per ansia reale di cambiamento, di trasformazione strutturale della società. Mutatis mutandis, nei 5Stelle è accaduto qualcosa di simile: enormi quantità di voti e forte chiamata dell’elettorato per una “rivoluzione” che riuscisse a mutare nel profondo gli assetti economico-sociali di un’Italia in crisi profonda. Il Pd, l’altro grande partito, ha anch’esso necessità di ritrovare piena sintonia con il mondo del lavoro e della produzione, dei sindacati e delle organizzazioni di categoria, perché non basta trasformarsi in alfieri dei diritti civili in una sinistra che storicamente è nata per affrontare le questioni sociali. Enrico Letta ha mosso passi giusti nella battaglia sul Quirinale e su questi ultimi referendum, dimostrando maturità. Fdi di Giorgia Meloni sta raccogliendo consensi provenienti in gran parte dai delusi di altre forze politiche e si troverà anch’essa, da qui a breve, ad affrontare il tema del consolidamento del voto ricevuto. La Giustizia, così come tutti i comparti di un sistema istituzionale italiano da ripensare, è un argomento che tocca senz’altro la quotidianità di tutti. Ma è il Parlamento che dovrebbe trovare le risposte giuste in un quadro organico. È stato necessario chiamare Mario Draghi alla guida del Paese, con tutta la sua credibilità personale, per sopperire alla mancanza di ruolo di partiti dimostratisi impreparati e deboli, anche a causa di una frammentazione eccessiva. Centrodestra e centrosinistra cominciano a essere concetti inadeguati, anche perché ormai i cittadini e gli elettori guardano in faccia i politici che issano le bandiere. Un tempo le ideologie facevano da collante e si segnava la croce sul simbolo. Oggi, invece, si scrutano i volti per capire se sono meritevoli di fiducia o meno. Per le prossime elezioni politiche non servirà una chiamata alle armi intrisa di pseudo-ideologie non supportate da capacità politiche e programmatiche robuste, ma occorrerà lanciare sfide alte che guardino alla ricostruzione di un’Italia in frantumi.

Condividi su
0 Condivisioni

Commenti

Clicca qui per commentare

 

DIRETTA VIDEOCALABRIA

Il meteo

Meteo Calabria

VIDEO ONLINE – AGENZIA VISTA

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com