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L’EDITORIALE – L’ultimo libro di Gratteri e Nicaso: l’Italia e il Csm riflettano a fondo. Il valore enorme di un simbolo!

Scritto da: MASSIMO TIGANI SAVA

Tra i tanti libri scritti da Nicola Gratteri e Antonio Nicaso ce n’è uno che merita, più di altri, una profonda analisi politica ed economico-sociale. “Complici e colpevoli”, che è l’ultimo saggio a firma congiunta del Procuratore distrettuale di Catanzaro e del docente ed esperto italo-canadese, offre uno spaccato allarmante circa la presenza strategica che ormai la ‘ndrangheta si è assicurata nel Nord Italia. Parto da una frase che chiude il capitolo dedicato alla Lombardia, dove è documentata l’esistenza di ben 25 ‘ndrine attive: «La Lombardia è diventata il centro nevralgico degli interessi economici della ‘ndrangheta – scrivono Gratteri e Nicaso – il “palazzo di vetro” dei clan calabresi dove confluiscono strategie e interessi, pila (denaro) e potere». Questa affermazione netta, sorretta da ampia documentazione e da citazione continua di fonti autorevolissime, dovrebbe essere sufficiente per convocare più sedute del Parlamento. La Lombardia è dal Dopoguerra la locomotiva economica del Paese e una delle regioni trainanti d’Europa, ma è anche uno dei principali riferimenti, a livello continentale, per l’alta finanza. Le pagine di “Complici e colpevoli” sono molto chiare nell’elencare tutti i settori dell’economia e della finanza in cui la ‘ndrangheta ha saputo diventare egemone, con la complicità convinta di poteri locali, imprenditoria, politica, professionisti senza scrupoli. Tutti soggetti che, utilizzando e facendosi utilizzare dalla ‘ndrangheta, «agiscono secondo logiche di convenienza». Le enormi risorse liquide, i capitali sporchi e da riciclare, di cui dispongono i calabresi fanno gola a tanti, a troppi, anche dove certe infezioni dovrebbero essere evitate ad ogni costo, facendo scattare filtri e barriere. E se certi filtri e barriere non scattano è perché il livello di complicità e di collusione è spesso alto se non altissimo. Ma la ‘ndrangheta non mette a disposizione solo fiumi di denaro, ma anche servizi “particolari”: facilita, interviene dove ci sono difficoltà da superare, corrompe, raccoglie voti, e se occorre può anche intimidire e ammazzare, facendo riaffiorare quella matrice sanguinaria che è stata solo accantonata per mimetizzarsi meglio.
Gratteri e Nicaso ti fanno capire, con il loro libro, quanto sia necessario insistere nel debellare questo cancro in metastasi che ha ramificazioni ovunque, dalla Valle d’Aosta allo Stretto di Messina. E poi c’è anche da chiedersi: questo peso enorme che la ‘ndrangheta ha in Lombardia, o in altre regioni chiave d’Italia, quanto condiziona la vita stessa della Calabria? Come dire: la Calabria subisce una ‘ndrangheta di tipo stanziale, ma anche una ‘ndrangheta di riverbero, condizionata da prevalenti interessi del Nord. Non a caso Gratteri e Nicaso parlano di “strategie”, “interessi”, “potere” e non solo di “denaro”. Affari? Senz’altro, ma anche dinamiche più complesse. Neanche la mafia siciliana, uno Stato nello Stato nell’antica Trinacria, ha così potentemente alterato la vita economica, sociale e politica di tutta l’Italia. I Collegamenti della mafia con Roma ci furono e molto probabilmente ci sono ancora. Ma la ‘ndrangheta è stata più abile nel ramificarsi in maniera capillare, nell’impiegare fiumi di denaro sporco per insediarsi ovunque in maniera stabile. Ritorno quindi su un concetto già espresso in un precedente scritto, suggerendo con massima umiltà al Csm una riflessione che tenga conto della realtà emersa anche grazie a quest’ultimo saggio “Complici e colpevoli”: il magistrato Nicola Gratteri nominato alla guida della Procura nazionale antimafia sarebbe la migliore risposta possibile, senza nulla togliere al prestigio e alla preparazione oggettiva di altri suoi valentissimi colleghi, per lanciare un segnale inequivocabile all’Italia e all’Europa. Un segnale che faccia tremare le vene ai polsi della ‘ndrangheta, dei poteri deviati e della massomafia, senza se e senza ma. Nicola Gratteri, così come gli eroi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, è un simbolo, oltre che un magistrato molto esperto e dotato di capacità di leadership, ed ha avuto anche la straordinaria tenacia nel pretendere di essere ascoltato. Gratteri è il simbolo di una guerra alla ‘ndrangheta rispettosa della Costituzione e delle Leggi. L’Italia e l’Europa hanno necessità assoluta di far propri questi simboli, per non passare alla storia come colpevolmente disattente o per poi piangere lacrime di coccodrillo.

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