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L’EDITORIALE | Se si tocca il procuratore Gratteri, la Calabria venga rasa al suolo! (VIDEO)

C’è un modo infallibile per creare un’enorme e imbattibile barriera di protezione a difesa del procuratore Nicola Gratteri, più resistente di quanto non si sia già fatto finora. Lo Stato, in tutte le sue articolazioni, politica compresa, deve lanciare un segnale tanto chiaro quanto fermo: se si tocca Nicola Gratteri la Calabria, terra maledetta in cui la ‘ndrangheta tenta di farla da padrone, verrà rasa al suolo, militarizzata, commissariata, tanto da togliere ossigeno a ogni ramo e rametto di un crimine organizzato che si è infilato ovunque.

Abbiamo ancora negli occhi la Sicilia, con l’aggressione allo Stato culminata nei barbari omicidi di Dalla Chiesa, Falcone e Borsellino. Cito solo questi tre non per sminuire la portata degli altri efferati attentati, ma per indicare le personalità che sicuramente ebbero un ruolo decisivo nel comprendere la natura del potere mafioso e politico-mafioso, dalla Sicilia al resto d’Italia e del mondo. Non possiamo neanche immaginare di ripercorrere scenari che abbiamo già visto e quindi bisogna a tutti i costi prevenire. Come? Inviando segnali tanto clamorosi da far recedere i santuari ‘ndranghetistici e politico-‘ndranghetistici dall’idea di poter sfidare lo Stato. Facciamolo subito. Dobbiamo far capire loro che perderanno tutto, finanche gli orti di casa. Che lo Stato calerebbe con tutta la propria forza e determinazione, con leggi speciali che prevedano anche deportazioni e sequestri generalizzati ovunque ci sia il minimo sospetto di collusioni, con l’inasprimento ulteriore dei provvedimenti già assunti. Deve passare il concetto che la guerra alla ‘ndrangheta diverrebbe il primo e unico obiettivo dello Stato democratico, da vincere a ogni costo, sempre nel rispetto della legalità.

Ve l’immaginate una Calabria alle prese con uno scenario siciliano? Che speranza ci sarebbe di poter vivere in una regione normale e civile? Nessuna! Se la ‘ndrangheta riuscisse a dimostrare di essere tanto forte da sfidare lo Stato sarebbe come dire che questa Calabria è una terra da recintare con il filo spinato e da livellare con le ruspe: non lasciare nulla in piedi e ripartire da zero. Mandiamolo prima, quindi, questo messaggio, che giunga forte e chiaro, che abbia tutta la dignità democratica di spaventare e dissuadere, di tagliare le gambe a ogni folle progetto di assalto alla Repubblica. Non possiamo consentirlo. Non dobbiamo consentirlo.

La politica sana e consapevole si svegli e si schieri. È maggioritaria, così come tutti auspichiamo? Benissimo. Non lo è? Una ragione in più per contarsi. La politica chieda a voce alta allo Stato di far partire un’azione preventiva tanto eloquente da inginocchiare ogni pretesa di supremazia ‘ndranghetista. Altrettanto incisiva sia la reazione della borghesia calabrese, a tutti i livelli. Non possiamo correre il rischio di giungere a un punto di non ritorno! E nessuno faccia finta di non aver sentito!

Massimo Tigani Sava

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