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Lega in Calabria, messaggio potente dal commissario Cristian Invernizzi

Un messaggio potente, indirizzato ai tantissimi militanti e sostenitori della Lega in Calabria, ma anche ai possibili alleati di centrodestra, nonché alla società e alla politica di una regione lastricata di emergenze e di errori, anche gravi, compiuti da classi dirigenti inadeguate. A guidare l’area territoriale di Vibo Valentia è stato chiamato l’ex questore Angelo Carlutti, con alle spalle una lunga attività di servizio nella Polizia di Stato. Lo ha deciso l’on. Cristian Invernizzi, commissario regionale della Lega in Calabria, scelto dal leader Matteo Salvini per rifondare e riorganizzare il partito.

Invernizzi era stato molto chiaro, qualche giorno fa, nel corso del suo lungo intervento tenuto agli Stati Generali della Lega a Catanzaro: nel partito di Salvini non contano i portatori di voti, non contano i pacchetti di tessere, non c’è spazio per il vecchio modo di intendere la politica, ma solo per quanti siano motivati da ideali profondi, dalla volontà di contribuire a favorire cambiamenti reali, dal desiderio di guardare ai migliori esempi di Buongoverno che vedono in prima fila proprio esponenti del Carroccio nel Nord del Paese. In linea con questo ragionamento, il primo dei 13 coordinatori delle altrettante aree territoriali in cui è stata suddivisa la Calabria, non lascia margini per interpretazioni distorte: la Lega sta dalla parte giusta!

Un messaggio potente, dicevamo, che spiega le motivazioni più profonde del commissariamento voluto da Salvini e gestito con grande impegno e motivazione da Cristian Invernizzi, oggettivamente alle prese con una realtà complessa che ha sì tributato enormi consensi elettorali alla Lega, ma che necessita di un’azione di solida e credibile strutturazione. Musica per le orecchie di quanti guardano alla Lega come il vero motore del cambiamento in una regione troppo spesso teatro di fenomeni di opportunismo, di gattopardismo, di trasversalismo, e in cui sia il centrodestra sia il centrosinistra hanno responsabilità politiche enormi rispetto al mancato superamento di tanti drammi economico-sociali in cui ancora si dibatte la Calabria.

Gli stessi alleati del centrodestra, pronti a risalire sul carro della Regione, visti i risultati politico-amministrativi molto deludenti della compagine di centrosinistra guidata dal diessino Mario Oliverio, avranno da meditare. Invernizzi lo aveva gridato a gran voce agli Stati Generali di Catanzaro: la Lega non deve vincere comunque, tanto per occupare posizioni di potere e di gestione, ma pretende che si avviino processi virtuosi di cambiamento. Dalle parole Invernizzi è passato rapidamente ai fatti, con una scelta dal notevole valore simbolico.

In questi ultimi giorni Matteo Salvini, le cui doti di leadership sono riconosciute da tutti, ha più volte menzionato la Calabria spiegando che la Lega lavorerà sodo per proporsi come fattore di aiuto alla crescita sana, di spinta a uno sviluppo tanto atteso e troppo spesso tradito, di spinta reale per un contrasto forte e determinato ai poteri criminali. I possibili alleati del centrodestra sono avvisati: non si scherza, si pretende una linea di coerenza, non si andrà a governare tanto per occupare poltrone e deludere la maggioranza dei cittadini onesti che pretendono Buongoverno, che si sentono vicini allo Stato in tutte le sue articolazioni e non all’anti-Stato. Decine di migliaia di questi cittadini hanno votato Lega alle ultime elezioni europee, e lo hanno fatto credendo negli ideali robusti e ferrei che il leader Salvini non si stanca mai di sottolineare. Per quanti ancora facciano orecchie da mercante, ecco il segnale giunto da Cristian Invernizzi, tanto per far comprendere che aria tira.

Giuseppe Laratta

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