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Legge “moltiplica-poltrone”: polemica tra maggioranza e opposizione in Consiglio regionale

I consiglieri di opposizione sostengono che la norma comporterà un aumento dei costi, smentito dai capigruppo del centrodestra

“La proposta di legge sulla incompatibilità tra la figura del Consigliere regionale e quella dell’Assessore regionale ristabilisce di fatto un equilibrio dei ruoli. Difatti una separazione del potere legislativo ed esecutivo non può che portare ad una resa maggiore delle singole cariche e rende il Consiglio regionale Sovrano e Indipendente. Si tratta di una scelta politica dunque, che non intacca il bilancio e tantomeno genera pregiudizio costituzionale”. Rispondono cosi i capigruppo di maggioranza in Consiglio regionale Giacomo Crinò (Forza Azzurri) Giovanni Arruzzolo (Fi), Francesco De Nisi (Coraggio Italia), Giuseppe Graziano (Udc) e Giuseppe Neri (FdI) ai colleghi di minoranza, che nelle ultime ore si sono ribellati alla proposta di legge regionale che approderà in Consiglio e che nell’ultima assemblea è stata soprannominata “moltiplica-poltrone”. La proposta di legge prevede l’incompatibilità della carica di consigliere regionale e di assessore, ma secondo alcuni consiglieri di opposizione la norma porterebbe un aumento della spesa, smentito dai consiglieri di maggioranza: “Innanzitutto è d’obbligo sottolineare come non sia prevista alcuna variazione finanziaria. La legge in questione non prevede alcun aumento dei costi, così come certificato dagli uffici preposti. Secondariamente l’ipotesi di incostituzionalità è totalmente infondata atteso che questo è il metodo procedurale adottato e assestato dalla maggioranza delle regioni italiane. Con una ragione che è quella, essa si Costituzionale, di dividere il potere legislativo da quello esecutivo. Oggi in Calabria non è così e, a zero spese, cerchiamo di porre rimedio a questo vulnus democratico. Men che meno ci sta il parallelismo con quanto accaduto nel 2014. Innanzitutto perché, nel caso nella nuova proposta di Legge, si tratta di una legge ordinaria che introduce l’incompatibilità tra due figure ma soprattutto perché non andiamo ad aumentare il numero delle rappresentanze istituzionali con una maggiore spesa per l’Ente. Chi dice questo mistifica la realtà con il solo scopo di montare polemica facendo leva sull’insofferenza che i cittadini hanno nei confronti degli organi democratici. È un metodo vergognoso”.

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