Politica

L’evoluzione politicamente negativa della Lega in Calabria e il ruolo di Andrea Paganella

Chissà cosa starà pensando Matteo Salvini che per il Sud aveva immaginato una storica rivoluzione!

Anche l’europarlamentare Vincenzo Sofo sbatte la porta, e lo fa dopo Salvatore Gaetano, noto editore televisivo calabrese, a poche ore dalla nomina di Cataldo Calabretta a secondo sub-commissario del partito. In meno di un mese la Lega sembra essere letteralmente implosa in Calabria, a colpi di decisioni politiche che appaiono incomprensibili. Una cosa si sussurra sempre di più tra gli addetti ai lavori: a suggerire e/o decidere sulla Calabria e per la Calabria sarebbe Andrea Paganella. Molto probabilmente Matteo Salvini non conosce assai bene la situazione calabrese, anche perché calato in altre problematiche politiche nazionali, e si starebbe affidando alle sintesi di Paganella. Venti giorni fa veniva ufficializzato un nuovo direttivo regionale, e in questo direttivo c’era anche Vincenzo Sofo. Alla luce delle analisi politiche proposte dall’europarlamentare, viene da pensare che fosse stato inserito quasi d’ufficio, senza un suo preciso e motivato consenso politico. Il tutto potrebbe apparire come un tentativo politicamente un po’ goffo di cercare di farlo sentire coinvolto per non farlo andare via. Un tentativo politico miseramente fallito, a quanto pare!

Andrea Paganella, però, continua a fare da regista politico-organizzativo, con il nuovo commissario regionale Giacomo Saccomanno a fare da front man ma che ormai, più che vestire i panni di un applaudito direttore d’orchestra, rischia di trasformarsi in una sorta di commissario liquidatore per un partito che, inspiegabilmente, dopo tanto entusiasmo iniziale si sta rapidamente sfaldando, con un danno d’immagine tutto da calcolare. I continui cambiamenti e aggiustamenti sull’assetto regionale ne sono una testimonianza evidente. Basterebbe pensare alla repentina e non spiegata marcia indietro su Roy Biasi, dato per neo segretario regionale e poi sostituito con Saccomanno nonché inserito nella segreteria nazionale. Equilibri molto politicamente squilibrati.

Andrea Paganella, mantovano e capo segreteria di Matteo Salvini al Viminale, non ha mai avuto alcun ruolo di partito nella Lega (come d’altronde buona parte dell’attuale dirigenza regionale calabrese), quindi si può dire che, con i suoi interventi (sono numerosi gli incontri romani), abbia di fatto creato un nuovo partito in salsa calabra molto vicino al suo modo di vedere e sentire le cose. Al momento questa azione ha incassato più defezioni che successi, peraltro con le elezioni regionali alle porte. Chissà quanti staranno già rimpiangendo il leghista doc Cristian Invernizzi, sceso in Calabria per raccontare le nobili gesta di Alberto da Giussano in terra padana e tentare di tradurle in una dimensione magnogreca. Percorso di Invernizzi all’improvviso bloccato! Perché? Ora in Calabria siamo nell’era politica guidata dai suggerimenti di Andrea Paganella. Nasce una domanda spontanea: ma che idea ha Paganella della Calabria? E’ proprio sicuro di conoscerla bene? Cosa starà raccontando in questi giorni a Matteo Salvini?

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