lunedì, 22 luglio 2024

L’inchiesta di Gratteri e le candidature alle politiche. È il momento del cambiamento

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I Partiti e la Politica in Calabria e a Roma non possono immaginare che l’ultima importante e strategica inchiesta coordinata dal procuratore Gratteri, denominata Stige, possa essere interpretata solo in termini strettamente giudiziari. Fatta salva l’inevitabile premessa garantista, cui tutti ci associamo con convinzione, e che ci induce sempre e in ogni caso ad attendere con serenità i tre gradi di giudizio, non si può non tenere in debito conto, soprattutto sul piano politico, quanto dalle stesse carte conosciute è già emerso. Siamo di fronte a una tornata elettorale decisiva per le sorti del Paese. A Roma continuano a giungere le richieste dei professionisti della politica, finalizzate a ricandidature più o meno certe e più o meno credibili. Roma ascolta, filtra, glissa, tentenna, anche con il solito occhio rivolto alla necessità di reperire voti e preferenze. Dalla Capitale ci si attenderebbe un azzeramento quasi totale della deputazione politica calabrese, rivelatasi ancora una volta inadeguata a fronte delle emergenze esistenti, oltre che disattenta o perlomeno ingenua rispetto a tutti gli aspetti e fenomeni inquietanti sollevati dall’inchiesta Stige. Una deputazione politica calabrese oggettivamente non in grado di imprimere al governo della Regione Calabria impulsi decisivi e rigeneranti (il triste capitolo Mario Oliverio – e i risultati delle urne lo certificheranno – si è rivelato un limite inimmaginabile per la rinascita di questa terra!). Non facciamo di tutto le erbe un fascio, perché non sarebbe giusto e corretto. Anche la Calabria vanta cavalli di razza il cui futuro non è in discussione e peraltro non dipende neanche dalla sola terra d’origine. E accanto ai cavalli di razza ci sono anche diverse personalità indiscutibili sul piano culturale o morale, indenni da inquinamenti e degenerazioni. Ma qui stiamo dando un giudizio meramente politico, misurando i risultati di una legislatura che si configura come tra le più deludenti della vita repubblicana. Da un lato una Calabria che affonda, dall’altro una deputazione calabrese che nel suo complesso ha pesato pochissimo sia sul fronte interno, sia su quello nazionale e internazionale. Ecco quindi che questo giudizio politico, associato alla dimensione strategica dell’ultima inchiesta coordinata dal procuratore Gratteri, impone un’azione di rinnovamento generalizzata che abbia la capacità di ridare fiato a una Calabria per molti aspetti in macerie. Una Calabria devastata dalla criminalità organizzata e dalle mafie nere e bianche, una Calabria senza voce, una Calabria che sembra essersi arresa, che non ha proposte e programmi risolutivi, che subisce senza reagire, che sprofonda sempre di più in una condizione cronica di sottosviluppo. I Partiti e la Politica (non usiamo a caso le maiuscole) sono chiamati a prendere atto di questa situazione drammatica, varando un’attesa e improcrastinabile stagione di rinnovamento forte, eloquente, rumorosa e convincente. (muriatico)