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Lodate sui social, denunciate nella vita reale: la triste vicenda di due infermiere del reparto Covid di Crotone

A rivolgersi all'Autorità Giudiziaria i condomini del palazzo dove facevano rientro le due operatrici sanitarie Scritto da:

Applausi, lodi, ma anche denunce: è la strana situazione in cui si sono trovate due infermiere del reparto Covid dell’ospedale San Giovanni di Dio di Crotone che hanno deciso di rendere pubblico il fatto con una lettera. Qual è il problema? L’aver fatto rientro a casa dopo aver terminato l’estenuante turno in un dei reparti più pericolosi in questo momento. Ma andiamo con ordine. Le due infermiere hanno deciso di affrontare questo brutto nemico scendendo direttamente “in campo” nel reparto appena citato. Bisogna sottolineare il fatto che, prendendo questa decisione, hanno anche lasciato una ventina di giorni fa il tetto familiare per non esporre gli stessi componenti del nucleo a rischi. Hanno così cercato una casa in affitto per il periodo in cui lavoreranno nel reparto Covid, e l’hanno trovata grazie all’aiuto di un amico di famiglia che ha offerto alloggio in un appartamento privato.

Lo stesso benefattore, però, si è ritrovato inondato di telefonate da parte dei condomini del palazzo che chiedevano informazioni sulle nuove inquiline, le due infermiere. A quanto riportato nella missiva, il locatore è stato raggiunto da commenti imbarazzanti sulle due ragazze, del tipo «Ci hai portato il virus in casa, vergognati!», «Non lo sai che un’infermiera porta in giro quella schifezza di virus? Pensavamo fossi una persona intelligente per capirlo». E non è tutto: gli stessi condomini hanno proceduto con un esposto contro il proprietario «contestando di aver accolto persone sconosciute in attività irregolare senza dare avviso al condominio».

La ciliegina sulla torta è arrivata due giorni fa quando – «al rientro da un pomeriggio di lavoro estenuante e che sembrava non finire mai» – alla porta di casa ha bussato la Polizia. «Il gesto – scrivono le due infermiere – tuttavia non solo ha chiarito che l’esposto fosse fuori luogo e privo di qualsivoglia attinenza legale, ma ha anche confermato la legittimità della nostra presenza nello stabile e l’ignoranza e la totale assenza di solidarietà di chi ha proceduto».

«Siamo deluse ed amareggiate – scrivono le due ragazze – semplice osannare ed idolatrare, innalzarci ad “eroi”; quando però sfioriamo la vostra quotidianità, quando si palesa la remota possibilità che questi eroi possano turbare la vostra sfera personale si fa presto a fare un passo indietro; gli stessi eroi diventano untori da evitare, mostri da temere. La domanda che ci sorge spontanea è dove dovrebbero andare questi “valorosi guerrieri” una volta finito il turno? Chi farà più vittime il covid o l’ignoranza e l’egoismo? Sembra superfluo in questo contesto ribadire che conosciamo perfettamente le procedure da eseguire per evitare il contagio, è altresì superfluo sottolineare che la nostra paura è tanta, è che le precauzioni sono sempre infinite perché, vi assicuro, nessuno più di noi desidera vedere quel reparto svuotarsi. Per concludere voglio rassicuravi, faremo sempre del nostro meglio per combattere questo virus e so che lo sconfiggeremo! Purtroppo però non credo che batteremo con la stessa facilità l’ignoranza che dilaga indisturbatamente nella nostra terra».

G.L.

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