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L’omicidio a Scordovillo nato da una lite per il rumore di un quad

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Sarebbe scoppiata per un quad troppo rumoroso la lite che giovedì scorso ha portato all’omicidio di Luigi Berlingeri, 51 anni, colpito al volto da un colpo di fucile nel campo rom di Lamezia Terme. A sparare, secondo gli inquirenti, sarebbe stato il 31enne Salvatore Amato, fermato dalla Polizia dopo una breve indagine. La ricostruzione dei fatti l’hanno spiegata gli inquirenti in una conferenza stampa, tenuta dal procuratore di Lamezia Terme Salvatore Curcio, dal dirigente del commissariato Marco Chiacchiera e dal questore di Catanzaro Amalia di Ruocco. “Tutto è nato – ha spiegato Curcio – da un litigio che ha coinvolto una ventina di persone; Berlingieri sarebbe accorso per sedare gli animi” quando Salvatore Amato, forse per difendere il fratello, ha tirato fuori “dalla cavità di un albero un fucile calibro 12 caricato a pallettoni e detenuto illegalmente e ha fatto fuoco. Sono stati movimentati 18 pallettoni – ha proseguito Curcio – due andati a segno, ma è chiaro che le conseguenze potevano essere ancora peggiori”. I due fratelli sono fuggiti, ma gli agenti li hanno rintracciati a casa di una zia, nel quartiere Ciampa di Cavallo. Quindi un lungo interrogatorio, “nel corso del quale – ha detto Curcio – l’indagato ha parzialmente ammesso le proprie colpe”.

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