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Longo in Commissione Antimafia: «Nella sanità calabrese infiltrazioni della ‘ndrangheta»

Scritto da: REDAZIONE

«Da molti anni a questa parte nella sanità calabrese è stata presente la ‘ndrangheta, lo è a tutt’oggi come ci dicono le recenti indagini della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e Catanzaro, è successo e sta succedendo non si può omettere di riferirlo e non si può limitarlo a dei casi eccezionali». Lo ha dichiarato il commissario per il rientro sanitario Guido Longo, audito ieri in Commissione Parlamentare Antimafia (GUARDA IL VIDEO). «Ad esempio – prosegue Longo – l’Asp di Cosenza è falcidiata da alcune indagini che hanno estromesso personale importante, a fronte di bilanci dichiarati falsi. Ho chiesto al MEF una proroga per la presentazione dei bilanci dell’Asp cosentina per gli anni 2018, 2019 e 2020 che se non dovesse essere concessa porterà alla decadenza dell’attuale commissario (Vincenzo La Regina n.d.r.). L’ASP di Reggio Calabria è stata sciolta per mafia, tutto ciò ha portato all’arresto di medici, dirigenti e personale sanitario».

«Mi stupisce – prosegue Longo riferendosi alla mancata risposta dell’Azienda ospedaliera di Cosenza – e mi rincresce veramente quando la Commissione antimafia richiede dei dati e riceve certe risposte, forse si disconosce la normativa poiché la Commissione antimafia ha gli stesi poteri dell’autorità giudiziaria e non c’è privacy che tenga. Ho letto la risposta di Reggio Calabria – dice Longo riferendosi all’ASP – si rimane un po’ perplessi a fronte dei 1207 vaccinati ed inseriti nelle liste della categoria ‘altro’ sono stati probabilmente iscritti per errore, in questi casi si dovrebbe prendere tutto l’elenco dei vaccinati assieme al responsabile del centro vaccinale e si deferisce all’autorità giudiziaria».

«Si sono verificati dei casi di vaccinazioni farlocchi come San Fili e Cariati in cui sono state vaccinate persone contrariamente a quanto disposto dal commissariamento centrale ovvero dal Commissario Figliolo – prosegue Longo – mi auguro si faccia luce, poiché è disdicevole vaccinare una persona perché amica o perché è affiliata ad una ‘ndrina di ‘ndrangheta».

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