Cronaca Politica Primo Piano

Lotta al sistema ‘Ndrangheta: ma la politica Vibonese e Lametina non ha nulla da dire sull’inchiesta “Imponimento”?

Ma la politica Vibonese e Lametina non ha nulla da dire sull’inchiesta “Imponimento”? Ma è possibile che la straordinaria e storica inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro non abbia suscitato un generalizzato e potente moto di sdegno per la drammatica realtà sociale, economica e politica che emerge in riferimento a un vasto territorio posto a cavallo tra Vibonese e Lametino, lambendo anche l’entroterra catanzarese? L’inchiesta “Imponimento”, coordinata dal Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, che ha dimostrato per l’ennesima volta di essere il massimo esperto al mondo di ‘ndrangheta, e le cui indagini sono state pazientemente svolte dal personale più specializzato della Guardia di Finanza, ha svelato un mondo di crimini, di intrecci perversi e deviati, di collusioni, di violenza, di inciviltà, di economia sporca, di prevaricazioni, di gravissimi danni all’ambiente, di negazione di ogni più elementare principio di legalità, che va ben oltre il consueto e comunque meritorio contrasto al crimine organizzato in quanto tale. Un freno portentoso, che fa paura, allo sviluppo sano e sostenibile! Peraltro i Gip di Vibo Valentia e di Lamezia Terme hanno pienamente condiviso la ricostruzione accusatoria confermando tutti i fermi e tramutandoli in custodia cautelare in carcere.

Il Procuratore Nicola Gratteri, l’aggiunto vicario Vincenzo Capomolla e il sostituto Antonio De Bernardo hanno portato a termine un lavoro giudiziario che farà scuola proprio perché svela la quintessenza della ‘ndrangheta, la sua unicità e diversità, la sua inimitabile capacità di inquinare e infettare il contesto sociale raggiungendo ogni livello e ramificandosi ovunque: imprenditoria, burocrazia, politica. Ecco perché ci si aspetterebbe, dai rappresentanti istituzionali e dai politici delle aree di riferimento (parlamentari in primis, consiglieri regionali, sindaci, consiglieri provinciali e comunali di ogni colore) un segnale di attenzione massima. “Imponimento” è il “film” più attendibile sulla natura della ‘ndrangheta: qualcuno l’ha definita una “sceneggiatura da premio Oscar”. E invece no: sono troppi i rumorosi silenzi che rischiano di diventare anche inquietanti se si dovesse dimostrare che gli stessi nascono dall’incapacità o dalla mancata volontà di comprendere, di recepire questi segnali profondi e di farli propri per rendersi parte attiva nella non ambigua volontà di promuovere cambiamenti veri.

La politica vibonese e lametina deve avvertire il dovere di pronunciarsi, di commentare, di rendere chiaro all’opinione pubblica da che parte si sta (e come si sta), alzando la voce anche con forti iniziative mediatiche. La politica non può rimanere muta, non può osservare in modo distaccato, come se ci trovassimo di fronte a degli arresti di routine, all’individuazione di poche mele marce da scartare. No, non è così. L’inchiesta “Imponimento”, anche al di là dei singoli percorsi giudiziari costituzionalmente garantiti, spiega in modo mirabile a tutti come la ‘ndrangheta avesse assunto il controllo di troppi aspetti della vita economica e sociale di una fetta di territorio calabrese tanto potenzialmente ricchissima quanto soggiogata. Quali “vaccini” sta predisponendo la politica? Quali analisi è capace di formulare una politica che è invece loquacissima su argomenti di minore importanza? Facile urlare solo contro gli sbarchi di clandestini. Il silenzio e il mutismo hanno un gusto che sa molto di amaro e di indigesto!

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