Province

Ma che risposta ha dato Oliverio a Salvini? Il 4 marzo non ha insegnato nulla!

Questa volta Oliverio, nella risposta al leader della Lega, ha superato se stesso! Il rispetto per le Istituzioni è sempre dovuto, anche per quella regionale. Non esagereremo, quindi, nel commentare il ragionamento proposto dal governatore della Calabria, ma verrebbe da chiedersi: questa sua replica è stata rilasciata d’impulso o è frutto di una più “pensata” reazione, magari coinvolgendo il brain trust (sempre che ci sia)? Riassumiamo. Da un lato le cannonate di Matteo Salvini giunto in visita in Calabria: “Spazzeremo via – ha detto – la giunta regionale guidata dal Pd Mario Oliverio”. Il Vice Premier e Ministro dell’Interno ha di fatto glissato su alcune questioni fondamentali poste dalla stampa, anche se certi temi non li si allontana con le battute perché ritornano a galla con sempre maggiore forza e dettagli, ed ha preferito tener caldi i temi politici a lui più cari. Oliverio, anziché colpire duro sui possibili punti deboli, e magari tentare di alzare il livello dello scontro politico, ha assunto la posizione più indifendibile e più vantaggiosa per i crescenti supporter leghisti. “Più che parlare di elezioni, che saranno tra un anno e mezzo  – ha affermato l’Inquilino del decimo piano di Germaneto – da un uomo di governo ci si aspetterebbe che parlasse di impegni per il lavoro e per lo sviluppo della Calabria”. Impegni per il lavoro e lo sviluppo della Calabria? Ma abbiamo sentito bene? Salvini, capace com’è sul piano mediatico e dialettico, avrà vita facile a rispondere che non è colpa sua e della Lega se la Calabria è ancora una delle ultime regioni d’Europa guardando al Pil, all’occupazione, al reddito pro capite, alle tante emergenze e piaghe irrisolte. Non è possibile che un politico di lunghissimo corso qual è Oliverio, che ora ha anche alle spalle oltre tre anni di governo della Regione, chieda a Salvini quali siano gli impegni del nuovo esecutivo nazionale per la Calabria. Qualcuno lo spieghi all’ex parlamentare del Pci: così facendo agevolerà la scalata elettorale della Lega e dei Cinquestelle che avranno vita facile nel mettere alle corde l’intera classe dirigente regionale del centrosinistra alla quale sì bisognerebbe chiedere resoconti sulle cose fatte. Analogo discorso si può fare riferendosi ai colleghi calabresi del centrodestra, che certo non possono vantare nulla di meglio e di più rispetto a coloro i quali si sono alternati al governo della Regione per decenni. Fatti i dovuti distinguo, magari per qualche personalità di livello nazionale quale Marco Minniti, la politica calabrese ha poco da sorridere ed è quindi facile da parte di Salvini prevedere che verranno spazzati via tutti, rasi al suolo, pensionati, licenziati. Ma non è bastata la batosta delle ultime elezioni politiche? Il terremoto catastrofico del 4 marzo scorso non è servito, a quanto pare, a far cambiare rotta a Mario Oliverio, alla sua maggioranza (continuiamo a chiamarla così, almeno sul piano tecnico), e alla cosiddetta opposizione. Forse si spera di poter resuscitare grazie agli errori ed ai limiti pur manifestati da Lega e Cinquestelle. Non è così e non sarà così. Salvini ha detto che governerà trent’anni con i Cinquestelle. Previsione errata, per varie ragioni. Ma il dopo Salvini-Di Maio non significherà di certo restaurazione e ritorno all’ancien régime, né sul piano nazionale né su quello locale. Oliverio avrebbe dovuto metabolizzare meglio, sul piano politico, il disastro elettorale del 4 marzo, preludio di una molto probabile “Presa della Bastiglia” tra un anno e mezzo, sempre che i tempi non si dovessero rivelare più brevi. E invece Oliverio si è ancor di più chiuso in se stesso, senza riuscire, come dovrebbe invece fare un leader politico che lascia il segno, a compiere un’autocritica seria e a pilotare una svolta vera, reale e non solo declamata. Insomma, non sono questi gli avversari che possono dar fastidio a Salvini e Di Maio!
Montecristo Junior
29 Condivisioni