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Madonna di Capocolonna, l’arcivescovo Panzetta: “La questione dei fuochi non faccia perdere il vero senso delle feste religiose”

Con la tradizionale "calata" del quadro, a Crotone sono partite le celebrazioni legate al mese Mariano Scritto da: REDAZIONE

“A Crotone è ritornata la Madonna, a Crotone è ritornata la gioia”. Le parole di don Ezio Limina, e un lungo applauso dei fedeli, hanno salutato la sistemazione della sacra effige della Madonna di Capocolonna nella cornice d’argento che la custodirà per tutto il mese di maggio nella navata centrale della Basilica cattedrale di Crotone.

Emozionante lo è sempre stata la tradizionale “calata”, ma quest’anno il Duomo di nuovo pieno e gli occhi lucidi di molti fedeli hanno testimoniato quanto più del solito fosse attesa questa celebrazione. Un rito che, dopo due anni di pandemia, è tornato ripetersi nella sua formula originale, con il quadro grande della Madonna deposto dall’altare in cui rimane tutto l’anno (nella cappella principale della navata destra del duomo), per essere incastonato nella cornice in argento e posizionato nella navata centrale, dove per tutto il mese mariano i fedeli potranno vederlo da vicino, e rivolgere all’amatissima co-patrona della città il loro omaggio e le loro preghiere. Accanto al rettore della Basilica don Serafino Parisi c’erano tutti i parroci del capitolo della Cattedrale. E come di consueto è toccato all’associazione Portantini della Madonna di Capocolonna, e al rettore del santuario don Bernardino Mongelluzzi, accompagnare il quadro nella sua discesa e collocarlo nella cornice.

“Rivedere la cattedrale piena – ha commentato don Bernardino – anche se non ancora come ai vecchi tempi, è stato bellissimo. Avevamo bisogno di questo contatto, di questo momento di comunione. A maggio Crotone si sveglia, e speriamo che lo faccia in tutti i sensi. Che la gente capisca che ciascuno deve assumersi le proprie responsabilità, che per creare un mondo migliore bisogna che ognuno faccia la sua parte”. Quindi, rivolgendo un pensiero alla drammatica situazione internazionale, ha aggiunto “Costruire un mondo migliore significa anche far cessare le guerre, far regnare di più l’amore, che è l’unica forza che può salvare il mondo”.

L’arcivescovo di Crotone e Santa Severina, monsignor Angelo Raffaele Panzetta, è tornato invece sulla polemica scaturita dalla decisione di non realizzare i fuochi pirotecnici che di solito accompagnano il rientro della Madonna dal pellegrinaggio verso Capocolonna. Ha ribadito che la scelta è legata alla “volontà di dare un segno pubblico di sobrietà, di condivisione e di solidarietà”. Tre concetti importantissimi, che da un lato rivendicano il ruolo della Chiesa nella costruzione di una coscienza collettiva capace di leggere ed interpretare il presente (ed è un presente che parla di guerra e povertà); dall’altro sono un evidente richiamo ai veri valori della fede, che qualcuno in città pare aver dimenticato.

“Spero – conclude infatti – che la questione dei fuochi non ci faccia perdere il vero “focus” delle feste religiose, che consiste nella gioia di contemplare nei santi, e ancor più nella Vergine Maria, lo splendore e la fecondità della grazia di Cristo che per il battesimo è innestata vitalmente anche nelle nostre vite.

(riprese: Vittorio Vetrano / montaggio: Giuseppe Laratta)

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