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Marco Polimeni, un bravissimo ragazzo in un sistema politico consumato

Marco Polimeni, un bravissimo ragazzo in un sistema politico consumato. Uno dei momenti più toccanti, sul piano umano, di una complessiva vicenda politica catanzarese che è approdata al suo momento più basso, è la difesa gridata del padre Lino Polimeni nei confronti del figlio, appunto Marco. Il vantaggio di vivere in Calabria, caratterizzata dalla presenza di piccoli centri urbani, è uno: si sa tutto di tutti. E tutti sanno che il giovane Marco Polimeni, presidente del Consiglio comunale di Catanzaro, è un ragazzo pulito, perbene, finanche tenero nei rapporti personali. Non è indagato, ma la sua maggioranza ha commesso un errore clamoroso nel non impedire che fosse la sua la principale faccia da sacrificare in una trasmissione televisiva di grande impatto qual è “Non è l’Arena” condotta da Massimo Giletti. Sono stucchevoli certi commenti sulla trasmissione, e sui suoi interlocutori mediatici, in quanto confondono la causa con l’effetto.

La crisi politica che sta investendo Catanzaro non è l’effetto di una trasmissione televisiva, per quanto dai contenuti mediatici e dialettici forti, ma ne è la causa. Da troppi mesi, se non da qualche anno ormai, un certo modo di intendere il rapporto tra vita politica e gestione del potere, a Catanzaro e in tutta la provincia, non regge più. Il fortissimo segnale inviato dalla Procura della Repubblica di Catanzaro con l’inchiesta cosiddetta “Gettonopoli” non è stato ben letto dai leader della coalizione che, ripetiamolo, sono i protagonisti principali della vita politica del capoluogo tra Comune e Provincia. È troppo facile in questo momento additare anche le notevoli responsabilità politiche del sindaco Sergio Abramo, tutto intento a salvaguardarsi un futuro politico quasi che ciò che è accaduto e accade verrà dimenticato o allontanato dal giudizio dell’opinione pubblica. Si diceva: tutti sanno tutto di tutti, a Catanzaro, come ha lasciato intendere anche Lino Polimeni nella sua sfuriata video. Ingenuità politica da parte del sindaco, certo, ma meglio non infierire e cercare di essere pacati nella riflessione.

Marco Polimeni doveva essere politicamente protetto da un’onda mediatica inevitabile che si è abbattuta su Catanzaro e sul suo sistema politico, peraltro aggravata da dichiarazioni di alcuni consiglieri che aumentano il contenuto di dubbi e domande delicate. Lino Polimeni l’ha intuito è ha gridato “basta” a modo suo: gli batteva forte il cuore di padre! Se un piccolo appunto possiamo muovere al giovane Marco Polimeni è quello di essere apparso un po’ ingessato nelle valutazioni di natura politica che gli venivano reclamate con insistenza. Lo ha fatto proprio perché perbene e onesto, e in quanto non gli va di vestire i panni dell’avvoltoio che vola sopra i possibili cadaveri politici dell’immediato futuro. Ma la politica non fa sconti. E Marco Polimeni lo avrà capito in questa esperienza che lo farà crescere. Anche lui è chiamato rapidamente, proprio perché giovane e perbene, a fare il punto della situazione e ad ipotizzare di iniziare a volare da solo, a non contribuire in alcun modo alla evidente maturazione negativa di una crisi politica che non è responsabilità sua.

In politica nessuno può essere eterno. O si può essere eterni se si comprende che i ruoli devono cambiare e che il collante non può mai essere quello di un assetto di potere e di gestione che, visti i profondi mutamenti che stanno investendo il Paese, sono oggettivamente superati. Lo stesso Sergio Abramo sa che sta compiendo delle forzature di tipo politico, e non può non comprenderlo. E quanti gli stanno vicino dovrebbero amarlo ancora di più e aiutarlo a trovare la giusta misura, spiegandogli di non muoversi in politica come un elefante in una cristalleria. La politica è arte complessa, che richiede equilibrio, senso della misura, capacità di visione complessiva, di mediazione. E la politica pretende personale adeguato, soprattutto in tempi di “rivoluzioni” anche elettorali come quella vissuta il 4 marzo del 2018.

Le dimissioni corali dei consiglieri comunali di Catanzaro avrebbero a questo punto rasserenato il clima. Ma questo è un giudizio opinabile, anche se l’idea che un certo sistema politico si stia rinserrando nel palazzo, quasi assediato dall’opinione pubblica e dai social, è argomento da non sottovalutare. Qualcuno forse immagina che prove di forza elettorali potrebbero cancellare questa situazione. Ma non è così! Per nessuno.

Ovviamente Marco Polimeni non è il solo politico, o consigliere comunale, o consigliere provinciale, o consigliere regionale, onesto e perbene di Catanzaro. Per fortuna ce ne sono tanti altri, anche tra gli amministratori. Ciò che è in discussione, e sarebbe ora che tutti lo comprendessero, è un certo modo di intendere la rappresentanza politica in relazione con la gestione del potere. E su questo fronte, ripetiamolo, per fortuna tutti sanno tutto di tutti! Occorre che si apra una fase politica veramente nuova e alta in cui la qualità dell’agire sia il primo dei problemi da porsi! Restituire a Catanzaro la nobiltà e la robustezza politica di anni passati, riacquistando centralità e autorevolezza, oltre che la capacità di elaborare un progetto di sviluppo finalmente all’altezza del ruolo di capoluogo di regione.

(fonte foto: screen shot “Non è l’arena” – La7)

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