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Matteo Salvini per Reggio Calabria vuole una grande svolta. Cosa farà Cannizzaro?

Qualcuno, nella nobile e antica Città dello Stretto, sta immaginando di giocare sul fragile terreno del campanilismo, ma... Scritto da:

Matteo Salvini, leader della Lega, per Reggio Calabria ha ipotizzato una grande svolta sul piano politico e amministrativo. Ed è per questa ragione (forse non la sola!) che ha deciso di investire per la candidatura a sindaco la carta di un burocrate di grande esperienza e dal curriculum ineccepibile. Qualcuno, nella nobile e antica Città dello Stretto, sta immaginando di giocare sul fragile terreno del campanilismo, contestando ad Antonino Minicuci di essere nato a un tiro di schioppo dal Lungomare più bello d’Italia. Una posizione chiaramente strumentale, questa, dietro la quale si nascondono alcune insidie politiche. La prima: un centrosinistra che ha oggettivamente dimostrato molti limiti sul piano politico-amministrativo e che non intende mollare la presa sul potere. La seconda: consumati ambienti (in alcuni casi anche con possibili scheletri nell’armadio), alimentando il glorioso spirito combattivo dei Reggini potrebbero pensare di ritrovare consensi come se nulla fosse accaduto. Il valore della “regginità” usato come improbabile lavacro lustrale? Quest’ultima opzione, che certo non vuole negare che in passato, sia con il centrosinistra sia con il centrodestra, ci siano anche stati momenti alti e positivi di gestione della cosa pubblica, può rischiare di diventare una sorta di “trappola mortale politica” per il deputato forzista Francesco Cannizzaro, detto Ciccio, oggi chiamato a valutare con estrema attenzione le mosse del leader leghista. Cannizzaro vuole davvero correre il rischio di concentrare su di sé l’idea, che si farà necessariamente strada, di voler ostacolare il potente segnale di cambiamento imposto da un irremovibile Matteo Salvini? Vuole davvero Francesco Cannizzaro porsi come alternativa allo spirito di forte rinnovamento maturato in via Bellerio? E per quali ragioni profonde lo farebbe? Qualcuno può immaginare che Matteo Salvini e i suoi dirigenti regionali calabresi, a partire dal segretario Cristian Invernizzi, non siano ben informati e non abbiano chiara la situazione di Reggio Calabria? In questo quadro un peso politico rilevante avranno da un lato le riflessioni della borghesia reggina, chiamata a un sussulto di responsabilità civile, dall’altro il fiero popolo reggino che dovrebbe comprendere come il futuro della Città che ama meriti sostanziali e consistenti mutamenti di rotta, nonché visioni di largo respiro. L’intero ragionamento non esclude, perché sarebbe scorretto farlo, che tra gli oppositori di Matteo Salvini ci siano anche persone perbene motivate da differenti e alternative tensioni politiche e ideali. Non si neghi, però, che la concentrazione indistinta di possibili sacche di resistenza ad un forte appello al rinnovamento sostanziale lanciato dalla Lega, desti fortissime preoccupazioni di natura politica destinate a polarizzare l’opinione pubblica sui concetti di “vecchio” e “nuovo”. Il “vecchio”, in questa battaglia campale che presenta tanti risvolti, è comunque destinato a perdere, perché la politica non si misura solo in voti e preferenze!

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