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Maxi blitz della Dda di Catanzaro: decine le misure cautelari per truffa, riciclaggio e associazione a delinquere

Sono 30 gli indagati che vendevano cittadinanze del finto Stato teocratico antartico di San Giorgio Scritto da: REDAZIONE

Vendevano cittadinanze false per uno stato inesistente i 30 indagati per associazione a delinquere, truffa, riciclaggio, fabbricazione e possesso di documenti falsi validi per l’espatrio e utilizzati per il traffico illecito di stupefacenti, smascherati dall’operazione denominata “L’isola che non c’è”, coordinata dalla Procura di Catanzaro e diretta dal procuratore capo Nicola Gratteri. Il maxi blitz è stato condotto a Catanzaro dalla polizia del capoluogo, con la collaborazione degli agenti della Direzione centrale polizia di prevenzione e le questure di Cosenza, Genova, Lucca, Perugia, Padova, Teramo e Trapani. Nel dettaglio, sono state emesse dodici ordinanze di applicazioni degli arresti domiciliari, di cui quattro a Catanzaro, e un’ordinanza di applicazione dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di un avvocato di Catanzaro. Sono 700 le persone che in tutta Italia hanno acquistato, per una somma che varia da 200 a 1000 euro, la cittadinanza dello Stato teocratico antartico di San Giorgio, convinti di poter ottenere vantaggi circa la possibilità di ricevere finanziamenti per i propri progetti di ricerca, alla possibilità di fruire di una burocrazia più snella per le proprie imprese o di utilizzare i documenti dello Stato per circolare liberamente in Italia e all’estero, alla possibilità di consentire l’ingresso sul territorio nazionale di cittadini stranieri.

L’indagine era iniziata il 7 aprile 2021 con una perquisizione di un immobile a Catanzaro utilizzato come sede diplomatica dello Stato teocratico antartico di San Giorgio. Gli approfondimenti da parte degli investigatori hanno fatto emergere l’esistenza di una vera e propria associazione a delinquere operante su tutto il territorio nazionale e avente come sedi Catanzaro, Alcamo e Teramo. Per rendere credibili quelle che di fatto si sono rivelate essere truffe ai danni di centinaia di cittadini l’associazione aveva adottato una serie di provvedimenti, come la nomina di cariche istituzionali, dal Capo di Stato, un governo con relativi ministri, la corte di giustizia, un tribunale supremo e delegazioni territoriali, fino alla creazione della gazzetta ufficiale, un sito internet ed il confezionamento di documenti d’identità validi per l’espatrio, utilizzati in alcuni alberghi in Italia e all’estero ed in alcuni aeroporti per gestire traffici illeciti di sostanze stupefacenti. Ma il vantaggio maggiore era quello dell’esenzione dal pagamento delle tasse in Italia per coloro che diventavano cittadini dello Stato teocratico antartico di San Giorgio, nel quale era prevista una riduzione dell’aliquota fiscale al 5 per cento. Oltre alla possibilità di preservare i propri beni da eventuali azioni coatte da parte dello Stato italiano, di poter esercitare la professione medica anche se si era stati radiati dall’albo e l’esenzione dall’obbligo vaccinale. Dall’indagine è emersa anche la vendita di alcuni terreni in Antartide con annessi titoli nobiliari. Oltretutto, i cittadini “sangiorgesi” avrebbero versato un supplemento per poter acquistare l’isola di Kouneli, in Grecia, che sarebbe diventata la sede dello Stato. I proventi dell’attività messa in atto dall’associazione a delinquere sono stati quantificati in un importo superiore a 400 mila euro, che confluivano in un conto estero a Malta, dove una delegazione statale si occupava del riciclaggio.

 

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