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Minacce, violenze e costrizione alla prostituzione: i dettagli degli arresti nel Crotonese (VIDEO)

Venivano attratte in Italia con false promesse di una vita migliore, più agiata. Ed invece venivano violentate, picchiate e costrette a prostituirsi in strada e in casa. E’ quanto hanno scoperto i Carabinieri del Comando Provinciale di Crotone e della tenenza di Isola Capo Rizzuto che, questa notte, hanno arrestato sette persone rumene ed italiane, di cui tre condotte in carcere e quattro ai domiciliari; tra questi c’è un uomo – un 41enne non reperibile. I sette sono: i fratelli Sebi Costel Dragoi e Aurel Petrica Dragoi – classe ’96 e ’94 -Vito Vallone classe ’71, Giovanni Cristofaro classe ’37, Francesco Carmine Verterame classe ’56, e Alexandra Gaion classe 2000; il 41enne non reperibile, probabilmente rientrato in Romania, è il padre dei due fratelli appena citati. Gli arrestati sono responsabili di associazione per delinquere e reclutamento di donne ai fini di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, nonché per uno di loro, anche di violenza sessuale, lesioni personali aggravate. A quanto ricostruito dagli uomini dell’Arma, attiravano tramite i social network ragazze con problemi economici per farle venire nel Crotonese, prospettando una vita diversa e un futuro roseo; per i primi mesi tutto andava per il meglio, le facevano assaporare uno stile di vita migliore. Poi, tutto d’un tratto, la situazione precipitava, e gli uomini diventavano aguzzini, violenti, e le costringevano a prostituirsi. “Devi stare sulla strada, io non posso lavorare”: era questo il tono usato quando andava bene, quando tutto andava male erano botte. Il tutto – sempre secondo la ricostruzione dei Carabinieri – è iniziato nei primi mesi del 2018 con l’arrivo ad Isola Capo Rizzuto di due ragazze; a giugno dello stesso anno la costrizione ad andare in strada o in casa dei clienti – anche a Crotone. Ad ottobre, però, qualcosa si rompe, ed una delle due ragazze – sfuggendo al controllo degli aguzzini, è andata dai Carabinieri di Isola Capo Rizzuto a denunciare il tutto; gli uomini dell’Arma hanno avviato le indagini e, grazie anche alle intercettazioni, sono riusciti a ricostruire il tutto. Nel quadro descritto, i rumeni adescavano e portavano le ragazze dall’Est Europa in Italia pagandole anche il viaggio – ospitandole in abitazioni fatiscenti – e gli isolitani organizzavano il “giro”. La giovane, adesso, è stata affidata ai servizi sociali, mentre la seconda ragazza coinvolta – arrestata ai domiciliari – dapprima era stata costretta a prostituirsi, poi scoprendo di essere rimasta incinta, è passata a far parte dell’organizzazione criminale. I dettagli sono stati illustrati in conferenza stampa dal comandante della compagnia di Crotone Francesco Esposito, dal comandante provinciale Alessandro Colella, e dal comandante della tenenza di Isola Capo Rizzuto Gabriele Migliano.

Giuseppe Laratta

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