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Mons. Oliva: “Basta associare la Madonna di Polsi al male”

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“A nessuno è lecito usare l’immagine sacra della Madonna della Montagna di Polsi con le mani grondanti di ingiustizia e sangue, lasciandosi guidare dal propositi di iniquità e dall’arroganza mafiosa. Contemplando il volto della Madre, facciamo in modo che questo non accada più. Non accada più che l’immagine sacra venga associata a propositi di male”. E’ un passaggio dell’omelia letta dal vescovo di Locri-Gerace, mons. Francesco Oliva in occasione della Festa dell’Esaltazione della Croce che si è svolta al Santuario di Polsi. “Ai piedi della croce di Polsi – ha aggiunto il presule – vorrei poter incontrare tutti coloro che hanno sofferto la violenza criminale e poter dire loro: preghiamo insieme e perdoniamo, in modo da guardare in avanti con fede e speranza. Questo santuario deve saper guardare in avanti, conservando la memoria del passato sapendone trarre giovamento. Ho accolto ben volentieri il suggerimento di erigere una monumento a don Giuseppe Giovinazzo, trucidato dalla ‘ndrangheta sulla strada di Polsi il primo giugno dl 1989. Servo buono e fedele di questo santuario, è giusto conservarne viva la memoria. Il suo martirio deve essere ricordato come un monito di quanto la violenza criminale possa fare male. Quella di don Giuseppe è una storia amara di sofferenza e di dolore. Sarà posto un busto marmoreo all’ingresso dell’area sacra del santuario, perché sia occasione di riflessione per il pellegrino”. “Consegniamo il dolore delle vittime innocenti delle mafie e quello dei loro parenti – ha proseguito mons. Oliva – alla Croce di Polsi, perché, unitamente al sangue innocente del Cristo, converta quanti ancora si fanno forti della loro appartenenza mafiosa e attraverso il perdono siano spezzate le catene della violenza. Molti di loro hanno già incontrato la giustizia divina, ma tanti sono ancora nelle carceri a scontare la propria pena. A tutti ma anche a quelli che sono rimasti impuniti chiedo: non continuate a vivere nell’infelicità di una vita di peccato che vi uccide ogni giorno e continua a far male a degli innocenti. Pentitevi, chiedete perdono, fate penitenza e tornate al Signore”. (Ansa).

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