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Monsignor Angelo Panzetta: “La Chiesa è chiamata a stare vicina ai giovani e agli ultimi”

“Sono consapevole delle difficoltà che mi aspettano, ma sono certo di poter contare sulla collaborazione leale di un presbiterio numeroso e di valore. Verrò portando nel cuore l’opzione di essere un vescovo-dono, e mi dedicherò al mio mandato con tenacia, tenerezza e senza risparmio di energie”. Molti sorrisi e qualche intenso attimo di commozione nel saluto che monsignor Angelo Raffaele Panzetta ha portato ai suoi fedeli al termine della cerimonia con cui è stato ordinato arcivescovo, assegnato alla diocesi di Crotone e Santa Severina. “Sono felice di essere stato chiamato proprio in questa stagione della vita della Chiesa, caratterizzata da tante complessità ma anche da tante opportunità. Per questo ringrazio il Papa, un pastore profumato di Vangelo. Sono stato un prete veramente felice, e vorrei essere anche un vescovo felice, per portare ovunque la gioia del Vangelo”. In tantissimi, dalla Calabria, hanno raggiunto il palazzetto dello sport di Martina Franca, per essere presenti a questo momento atteso con speranza e ottimismo. A loro, accolto da un lunghissimo applauso, ha detto: “In questi giorni in tanti mi hanno contattato. Tra loro una donna mi ha detto: auguri, lei è un dono di Dio per la Chiesa e per noi. Ecco, io verrò portando nel cuore l’opzione di essere un vescovo-dono, e mi dedicherò al mio mandato con tenacia, tenerezza e senza risparmio di energie. Ma questa è un’esigenza per tutta la nostra chiesa, perché anch’essa è chiamata ad essere una comunità-dono, a stare vicino ai giovani, agli ultimi, ai più deboli”.

Il rito è stato celebrato da monsignor Filippo Santoro che ha invocato per Panzetta il sostegno dello Spirito Santo “perché sia forte nell’essere vicino ai più poveri tra i poveri, nel proseguire la formazione di cui è stato protagonista in Puglia, nell’opporsi ad ogni forma di illegalità che deturpa le comunità”. Il Papa dice che “ci occorrono vescovi capaci di sentire a distanza il battito della loro comunità, pastori che non si accontentano di presenze formali o dialoghi di circostanze, non si circondano di arrampicatori, di yes man, di preti arrivisti. Taranto e Crotone siamo chiese sorelle bagnate dal mar Jonio – ha aggiunto – e abbiamo ferite comuni. Ai nuovi diocesani chiediamo di voler bene a monsignor Panzetta come gliele vogliamo noi, perché è un uomo semplice, preparato, colto e capace”.

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