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Morti sul lavoro, diminuisce il numero nei primi 8 mesi: Calabria tra le ultime regioni

Rispetto al dato dei primi otto mesi del 2018 (713 vittime tra gennaio ed agosto), in Italia si registrano 685 morti sul lavoro: è il dato che emerge dall’indagine effettuata dall’Osservatorio Sicurezza Vega di Mestre. Rispetto allo stesso periodo, la percentuale si è abbassata del 4%. Il maggior numero di vittime in occasione di lavoro – sempre secondo Vega – viene registrato in Lombardia (73), Lazio (52), Emilia Romagna (46), Piemonte (43), Campania (41), Sicilia e Veneto (35). La provincia in cui si muore di più è Roma (37 decessi), seguita da Napoli (18), Milano e Brescia (17), Torino (15), Foggia (14), Vicenza (12), Palermo (11). Il maggior numero di infortuni mortali in occasione di lavoro in Italia viene registrato in Lombardia (73), Lazio (52), Emilia Romagna (46), Piemonte (43), Campania (41), Sicilia e Veneto (35). Seguono: Puglia (31), Toscana (25), Trentino Alto Adige (16), Abruzzo e Marche (15), Calabria (12), Basilicata (11), Friuli Venezia Giulia e Liguria (10), Umbria (9), Sardegna (8), Molise (6). A mietere più vittime in occasione di lavoro sono: il settore delle Attività Manifatturiere (73) e quello delle Costruzioni (con 63 decessi). Seguono: Trasporto e Magazzinaggio (56) mentre nel Commercio, riparazione di autoveicoli e motocicli i morti sono 29. La fascia d’età più colpita dagli infortuni mortali sul lavoro totali è tra i 45 e i 64 anni (317 su 493 vittime). E sono tanti, troppi, anche gli stranieri deceduti in occasione di lavoro sono 87.

Guardando alla Calabria, questi sono i numeri di decessi registrati provincia per provincia: a guidare questa classifica nella classifica, è la provincia di Cosenza con 4 casi di morte sul lavoro, seguono Crotone e Reggio Calabria con 3, Vibo Valentia e Catanzaro con 1.

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