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Musica, è scomparso a 76 anni Franco Battiato: artista, sperimentatore ed innovatore

Scritto da: GIUSEPPE LARATTA

Il mondo dell’arte piange la scomparsa di Franco Battiato: il musicista, cantante, compositore, genio della musica, si è spento questa mattina all’età di 76 anni nella sua casa di Milo, in Sicilia, dove si era ritirato a causa di una malattia. Una perdita enorme, ma restano le sue opere. Si, opere musicali, non brani. Franco Battiato era avanti di trent’anni sin dagli anni ’70: sperimentatore, innovatore dal punto di vista musicale, utilizzatore di strumenti elettronici quasi snobbati dal pop, paroliere complesso. Raccontare Battiato non è semplice, come è riduttivo citare quelle poche canzoni, famose al grande pubblico: ci sono oltre cinquant’anni di attività, composizioni futuristiche che solo in un secondo momento sono state comprese. Possiamo citare un album che, proprio quest’anno, ha compiuto 40 anni: “La voce del padrone”, per intenderci quello che contiene “Bandiera Bianca”, “Centro di gravità permanente”, e “Cuccurucucù”. Il passo verso il pop, ma un disco che all’interno conteneva il punk-rock e la new-wave, sintetizzatori, sequencer e sezioni orchestrali: classico e moderno. In tutto ciò, il linguaggio usato nei testi: a chi non è rimasto impresso il passaggio “Gesuiti euclidei, vestiti come dei bonzi per entrare a corte degli imperatori della dinastia dei Ming”, di “Centro di gravità permanente”? Per citare una battuta di Fiorello, «per scrivere ciò, uno si dovrebbe iscrivere all’università, laurearsi, re-iscriversi all’università, e forse riuscirebbe a scrivere “Gesuiti”». Gli anni ’90 sono quelli de “La cura”, il brano degli innamorati: ma anche qui, Battiato scrive dell’amore con il suo linguaggio, con le sue parole, mai banali, ma profonde; gli omaggi a Fabrizio de Andrè con “La canzone dell’amore perduto” o “Amore che vieni, amore che vai”, o ad altri grandi cantautori italiani. Ma anche collaborazioni con altri artisti come Alice, Giuni Russo, Milva, Patty Pravo, Mario Venuti, Bluvertigo o i Subsonica – con questi ultimi ha re-interpretato la sua “Up patriots to arms” nel 2011. Legato alla sua Sicilia, Battiato rappresenta una tela dipinta con tutti i colori che si mischiano insieme e formano un grande disegno su un pentagramma, cinquant’anni di composizioni, alcune – probabilmente – ancora da capire meglio. Forse, adesso avrà trovato il suo centro di gravità permanente.

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