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Musica, la “cantantessa” Carmen Consoli ammalia il Politeama di Catanzaro (VIDEO)

Che bella la cantantessa. Più bella adesso che ha 45 anni, con l’abito elegante, i capelli lunghi e il viso più rilassato, di quando, a soli 22, si rivelò con “Amore di plastica” al Festival di Sanremo 1996. A Catanzaro, dove in passato si è già esibita sette od otto volte, Carmen Consoli ha chiuso il suo tour estivo di un anno per lei indimenticabile, perché iniziato con lo straordinario concerto organizzato nella sua Catania, al quale avevano risposto di slancio Daniele Silvestri, Max Gazzè, Marina Rei, Elisa, Samuele Bersani, Bandabardò e Mario Venuti, per raccogliere fondi ed accendere un mutuo per comprare una residenza di proprietà per la casa famiglia di giovani disabili della onlus Namastè. A 24 anni dall’esordio, la cantautrice siciliana è ormai una delle artiste italiane più mature, la base rock influenzata da molti ascolti, da Aretha Franklin a Janis Joplin, dai Nirvana a Caetano Veloso, ed altrettante collaborazioni, pur mantenendo una personalità unica, oltre al riconoscibilissimo timbro vocale. “L’ultimo bacio”, colonna sonora per la quale vinse il Nastro d’Argento per l’omonimo film di Gabriele Muccino (a proposito d’influenze: anche Modugno, con la citazione dei mille violini suonati dal vento di “Piove”) è stato il prologo del secondo spettacolo della 17^ edizione del Festival d’Autunnno, rassegna di spettacoli e cultura la cui direzione artistica è curata da Antonietta Santacroce. Accostati il suo “Besame Giuda” e l’immortale “Besame mucho”, via subito ai classici “Mio zio” e “Fiori d’arancio”. E poi “Contessa miseria”, “Parole di burro”, “Confusa e felice”, “Sentivo l’odore”, la splendida “In bianco e nero”, la languida “Guarda l’alba”, per poi chiudere con la cover di “Stranizza d’amuri” di Battiato. Notevole l’efficacia dei pezzi con gli archi anche se, a dispetto della sua figura esile, il meglio la cantantessa lo dà nella sua versione più puramente rock. Quella per la quale è nota anche molto al di fuori dei ristretti confini italiani, e che tra qualche settimana, dal 6 al 29 novembre, la porterà a suonare col suo Eco delle sirene world tour prima a L’Avana, poi a Santiago del Cile, e quindi negli Stati Uniti, New York, Boston, Washington, Miami, Los Angeles, San Francisco. Il New York Times l’ha definita una “magnifica combinazione tra una rocker ed un’intellettuale, una voce piena di dolore, compassione e forza”. Perchè qualcuno lo sa che c’è vita oltre Laura Pausini.

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