mercoledì, 24 luglio 2024

Musica, Massimo Ranieri incanta il pubblico con il “Malìa napoletana” tour (VIDEO)

Alla fine anche Massimo Ranieri ha ceduto al fascino del jazz. Lo ha fatto con una formazione stellare, Stefano Di Battista al sassofono, Marco Brioschi alla tromba, Tita Marcotulli alle tastiere, Riccardo Fioravanti al contrabbasso, il messicano Israel Varela alla batteria, tutti jazzisti di riconosciuto valore internazionale, per il suo tour “Malìa napoletana”, che ha fatto tappa al Parco Scolacium di Roccelletta di Borgia, in cui rilegge con sonorità inedite molte di quelle canzoni napoletane di cui è interprete da mezzo secolo, da “Malafemmena” ad “Anema e core”, a “Resta ccù mme”, alcuni dei grandi classici di Carosone (“O sarracino”, “Torero”), e di Modugno (“Tu sì na cosa grande”, “Strada ‘nfosa”), ed anche incursioni nel mondo di Pino Daniele (“Tutta n’ata storia”, che ha introdotto il servizio). Il jazz, dunque, per interpretare l’anima più popolare ed esotica della canzone napoletana, quella degli anni ’50 e ’60, un repertorio elegante arricchito da autori come Sergio Bruni, Fausto Cigliano, Roberto Murolo, Peppino Di Capri: canzoni amatissime, che scaldavano i cuori dei frequentatori di night e balere e proiettavano Napoli verso una dimensione internazionale, proprio grazie al talento di autori che mescolavano sapientemente ironia e malinconia, un mix ironico e frizzante, pieno di sfumature dal sapore americano. Dopo il progetto di rilancio dell’immenso repertorio napoletano in versione multietnica, a 68 anni Massimo Ranieri si è affidato alle cure di Mauro Pagani, uno dei più geniali tra i produttori italiani, anche se poi l’incantesimo, nelle sere d’estate, è esaltato dai fuoriclasse sul palco, che hanno conquistati il San Carlo di Napoli, La Fenice di Venezia, ed il Petruzzelli di Bari. Ed anche a Borgia, l’evento è stato straordinario, anche per la scelta di valorizzare i beni culturali e rafforzare l’offerta, che come rivelano i dati dell’Istat non è eccezionale, della nostra regione.