venerdì, 19 aprile 2024

Naufragio di Cutro, Boldrini: «Tragedia che poteva essere evitata»

Così la deputata PD a Crotone, giunta ad un evento organizzato ad un anno dalla strage dei migranti

«Non si deve dimenticare perché quella tragedia ci deve insegnare qualcosa. Probabilmente poteva anche essere evitata, se ci fossero stati soccorsi rapidi, immediati, dopo la segnalazione di Frontex. Adesso ci sono gli investigatori, si sta facendo un’inchiesta ed è giusto lasciarli lavorare. Ma quello che voglio dire è che bisogna farsi le domande di fronte a un evento come questo. Bisogna anche tenere viva la memoria». Lo ha dichiarato ai giornalisti la deputata del Pd, nonchè presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo, Laura Boldrini a Crotone, in occasione dell’inaugurazione del “Giardino di Alì” – l’area verde allestita dal Comune con 94 alberi, lo stesso numero dei migranti che un anno fa persero la vita nel naufragio di Steccato di Cutro.

«Le famiglie – prosegue la parlamentare dem – chiedono quello che naturale che accada, cioè di potersi ricongiungere con i loro cari, i loro familiari che sono rimasti nel paese di origine, oppure quelli che stanno in altri paesi europei. Il fatto che sia stato dato loro un permesso, che non consente questo, è una beffa, dopo che la presidente del Consiglio si era espressa in tal senso, aveva fatto le promesse. Oggi l’amarezza di queste persone sta proprio nel non aver avuto riscontro a quelle promesse, credevano nella parola della capa del Governo. Evidentemente quella parola non vale granché se oggi tutto questo non è possibile».

«Noi abbiamo sempre sostenuto – prosegue la Boldrini – che bisogna fare un’azione di salvataggio in mare che sia europea; come Italia l’avevamo fatta ai tempi di “Mare Nostrum”, quando l’Italia soccorreva le imbarcazioni anche di fronte alla Libia – perché ogni imbarcazione è in pericolo. Ogni imbarcazione. Sono dei vecchi legni, oppure dei gommoni precari, fatti in modo artigianale. Non c’è sicurezza quando si parte dalla Libia, dalla Tunisia con quei mezzi. Quindi, stare a fare la differenza di vedere se magari non era in pericolo… sono in pericolo proprio come assunto, perché non navigano con navi strutturate, con traghetti, ma con mezzi di fortuna. Fare questa differenza è anche assolutamente arbitrario: se c’è un’imbarcazione in mare, quella imbarcazione va attenzionata, accompagnata e – se necessario – soccorsa. Non farlo è un’omissione di soccorso».

«Sono esterrefatta di non vedere nessun rappresentante del governo, qui – ha dichiarato all’Ansa la Boldrini – la visita improvvisata e alla chetichella del ministro Piantedosi, venerdì scorso, è sintomatica dell’indifferenza del governo nei confronti di quasi cento persone morte, dei sopravvissuti, delle famiglie che oggi sono qui. Davvero triste e preoccupante».

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