sabato, 25 maggio 2024

Naufragio di Cutro: la Summer Love si poteva salvare

Ne è convinto l'ex portavoce nazionale della Guardia Costiera, Vittorio Alessandro - intervenuto a Crotone in questi giorni durante gli eventi commemorativi del primo anniversario dalla strage

«Dei marinai, in divisa, devono sapere che se c’è un’imbarcazione in quelle condizioni, l’attività di polizia passa in secondo piano proprio perchè si può svolgere a diversi livelli. Si farà poi a terra, ma intanto li salviamo». Le parole dell’ex portavoce della Guardia Costiera Vittorio Alessandro sono chiare: la Summer Love – il caicco naufragato a Steccato di Cutro – si doveva salvare. Ogni imbarcazione in pericolo in mare va salvata, poi – in un secondo momento – si attivano le indagini di polizia. L’imbarcazione era stata avvistata da Frontex già parecchie ore prima di schiantarsi sulla secca della costa cutrese: uscirono due motovedette della Guardia di Finanza che rientrarono per il mare molto mosso. Non si è riuscito, al momento, a capire il perchè non intervenne la Guardia Costiera per l’operazione SAR – ovvero di ricerca e soccorso. Sono in corso le indagini della Procura della Repubblica.

Dal 18 ottobre 2013 al 31 ottobre 2014 l’Italia ha partecipato all’operazione europea militare e umanitaria nel Mar Mediterraneo meridionale “Mare Nostrum” per «garantire la salvaguardia della vita in mare – si legge testualmente dagli archivi della Marina Militare – ed assicurare alla giustizia tutti coloro i quali lucrano sul traffico illegale di migranti». L’operazione consisteva nel potenziamento della precedente missione Constant Vigilance, svolta dal 2004. Dopo “Mare Nostrum” – ovvero dal 1 novembre 2014 – è partita “Triton”, la nuova operazione europea per il controllo delle frontiere esterne, gestita direttamente da Frontex, l’agenzia dell’Unione Europea per il controllo delle frontiere.

interviste:
Vittorio Alessandro – ex portavoce Guardia Costiera
Luciano Scalettari – presidente ong Resq

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