domenica, 14 luglio 2024

‘Ndrangheta: confiscati beni per oltre 11 milioni ad imprenditore

L'uomo è stato sottoposto alla sorveglianza speciale per quattro anni

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I Finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno eseguito un provvedimento, emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, che dispone l’applicazione della confisca di beni – per un valore complessivo stimato in circa 11,5 milioni di euro – riconducibili ad un imprenditore gioiese operante nel settore della raccolta e gestione di rifiuti. La figura criminale del predetto – riferisce una nota della fiamme gialle – era emersa, tra le altre, nell’operazione “Malapigna”, condotta dai Carabinieri del N.I.P.A.A.F. di Reggio Calabria, nel cui ambito è stato ritenuto capo, promotore ed organizzatore della cosca “Piromalli”, della quale sarebbe divenuto, nel corso del tempo, il finanziatore ed il braccio economico imprenditoriale.

L’imprenditore sarebbe stabilmente inserito nel sodalizio quanto meno a partire dagli anni ’90, dapprima quale mero partecipe per poi assumere un ruolo verticistico e la funzione di imprenditore mafioso, operante, in particolare, nel settore dello smaltimento dei rifiuti ferrosi e metallici ed in grado, proprio in virtù della caratura criminale elevata, di intrattenere rapporti illeciti con esponenti di altre consorterie mafiose. In quanto braccio economico-imprenditoriale della cosca, inoltre, l’uomo avrebbe messo a disposizione le proprie imprese per consentire alla ‘ndrangheta di riciclare proventi illeciti.

In relazione alle risultanze delle indagini, la DDA di Reggio ha delegato il Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria a svolgere un’apposita indagine a carattere economico/patrimoniale finalizzata all’applicazione, nei confronti del citato imprenditore, di una misura di prevenzione patrimoniale. L’attività – riferisce sempre la Guardia di Finanza – avrebbe permesso di ricostruire le acquisizioni patrimoniali – dirette e/o indirette – effettuate dall’imprenditore nel corso di un ventennio e di individuare il patrimonio direttamente ed indirettamente nella disponibilità del medesimo, il cui valore sarebbe risultato decisamente sproporzionato rispetto alla capacità reddituale manifestata ovvero il frutto o il reimpiego di attività illecite.

Alla luce di tali risultanze, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria a febbraio 2022 ha disposto il sequestro del patrimonio e ha disposto poi la confisca di tutto il patrimonio già in sequestro, costituito dall’intero compendio aziendale di 3 società ed 1 ditta individuale operanti nei settori dello smaltimento di rifiuti metallici e delle costruzioni – comprensivi di 37 tra auto e mezzi, e delle quote di proprietà di 3 terreni ubicati in provincia di Reggio Calabria – 4 fabbricati ubicati sempre in provincia, 27 orologi di lusso, svariate tipologie di gioielli ed oggetti preziosi, circa 75 mila euro in contanti, nonché tutti i rapporti bancari/finanziari/assicurativi e relative disponibilità, per un valore complessivo stimato in circa 11,5 milioni di euro.

Con lo stesso provvedimento, inoltre, l’Autorità Giudiziaria ha sottoposto l’imprenditore alla misura della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza per la durata di 4 anni, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza o di dimora abituale.