lunedì, 22 luglio 2024

‘Ndrangheta e massoneria deviata sono una cosa sola: ulteriori dettagli dell’operazione “Rinascita” (VIDEO)

Non che le conferme mancassero in assoluto, ma gli elementi che emergono dall’operazione “Rinascita-Scott” cementano la sostanza del concetto espresso ormai svariati anni fa dal boss Pantaleone Mancuso: ‘ndrangheta e massoneria deviata sono una cosa sola.

E a dirlo non sono i ritrovamenti di grembiuli e di altri elementi legati alla simbologia massonica sequestrati nel corso delle indagini. C’è il passaggio dell’ordinanza che attribuisce al capocosca Luigi Mancuso il ruolo di “Supremo” negli ambienti della criminalità organizzata e della massoneria. Ci sono le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Cosimo Virgiglio che difinisce Vibo Valentia “l’epicentro della massoneria, sia quella legale che quella deviata”.

Ma soprattutto ci sono episodi che, secondo gli inquirenti, rivelano l’esistenza di una “Massoneria deviata al servizio della cosca, forte di un patrimonio di conoscenze e di rapporti privilegiati e della conseguente solida ed affidabile rete di contatti con professionisti privati e dipendenti pubblici, operanti in diversi settori lavorativi ma tutti orbitanti nel medesimo contesto massonico”.

Figura chiave, in questo contesto, appare quella dell’avvocato ed ex parlamentare Giancarlo Pittelli. Per lui la Procura aveva formulato l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, ma il Gip l’ha aggravata in associazione mafiosa vera e propria, ritenendolo dunque organico al gruppo.

Secondo i magistrati della Dda di Catanzaro “i rapporti tra Luigi Mancuso e l’avvocato Giancarlo Pittelli” sarebbero molto stretti. L’avvocato viene costantemente contattato, tramite i più fidati uomini di Mancuso, per incontrarlo ogni volta che il boss abbia necessità di interloquire con lui, e per questioni non solo legali.

Pittelli si interessa affinché la figlia del boss superi l’esame di Istologia a medicina all’università di Messina, arrivando a presentarle il Rettore dell’Ateneo. E poi procura (su richiesta di Mancuso) e paga, alcune bottiglie di vino per i festeggiamenti di laurea dell’altra figlia del boss.

Ma più in generale, secondo gli inquirenti, “accreditato nei circuiti della massoneria più potente, Pittelli è stato in grado di far relazionare la ‘ndrangheta con i circuiti bancari, con le società straniere, con le università, con le Istituzioni tutte, fungendo da passepartout del Mancuso, per il ruolo politico rivestito, per la sua fama professionale e di uomo stimato nelle relazioni sociali”.

Farebbe parte, dunque, di una zona d’ombra “nella quale si addensano – si legge nell’ordinanza – tutti i più alti interessi delle persone con cui entra in contatto. E si tratta di relazioni intessute a condizione di reciprocità, perché ne trae un tornaconto personale.

Per esempio, potrà contare sull’amico Comandante per tentare di risolvere una questione personale legata al villaggio turistico di Copanello, potrà rendere favori ai boss spendendo le entrature all’Università di Messina, piuttosto che presso vari ospedali italiani; otterrà nomine importanti in cambio di favori e interessamenti”.