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VIDEO | ‘Ndrangheta ed economia: 28 arresti e sequestro da 6 milioni contro i clan di Pellaro ed Archi

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28 arresti ed un sequestro da sei milioni di euro. È il bilancio dell’operazione antimafia “Metameria”, condotta dai Carabinieri a Reggio Calabria.  Al centro dell’inchiesta le attività illecite gestite dalla cosca Barreca del quartiere reggino di Pellaro e i suoi rapporti con tutte le maggiori articolazioni della ‘ndrangheta reggina; ma anche la ricostruzione dell’attuale assetto organizzativo del clan Condello di Archi.

Le indagini sono partite nel 2018, dopo il passaggio dal carcere ai domiciliari del boss di Pellaro; proprio dai domiciliari questi riprendeva a coordinare le attività illecite del clan, ordinando intimidazioni ed estorsioni, curando i rapporti con gli imprenditori collusi, pianificando la distribuzione dei proventi delle estorsioni agli altri associati. In questo quadro le indagini hanno evidenziato anche gli stretti rapporti con i rappresentati di vertice di tutte le maggiori articolazioni della ‘ndrangheta reggina: dai Labate ai Condello fino ai De Stefano. Rilevante – spiegano gli inquirenti – la posizione di un esponente dei De Stefano, che faceva valere il proprio ruolo di capo non solo di Archi, ma di una struttura criminale più elevata rispetto a quelle cittadine.

Sulla base delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, le indagini sono proseguite fino a disegnare l’attuale assetto organizzativo della cosca Condello di Archi. In particolare l’attenzione si è concentrata su alcuni settori economici specifici, nei quali  la complicità di alcuni imprenditori ha permesso al clan di crescere ed arricchirsi. Di qui le ipotesi di reato di trasferimento fraudolento di valori, realizzato intestando a prestanome aziende in realtà controllate dal clan. In particolare, è emersa la vicenda che riguarda l’alienazione del parco automezzi della società in liquidazione Leonia SpA; ma anche il coinvolgimento di un imprenditore del settore turistico alberghiero del territorio di Scalea.

In questo quadro sono state poste sotto sequestro 8 imprese operanti nei settori dell’edilizia ed impianti elettrici, officine meccaniche per mezzi pesanti, pulizie, autospurgo, gestioni lidi e strutture ricettive, riparazione autoveicoli, i cui beni strumentali hanno un valore complessivo di circa 6 milioni di euro.

Gli arresti sono stati eseguiti a Reggio Calabria ma anche nelle province di Cosenza, Milano, Varese, Como, Livorno, Firenze e Udine. Le accuse sono, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsioni, concorso esterno in associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di beni e valori aggravato dall’agevolazione mafiosa. 25 persone sono finite in carcere e tre ai domiciliari.

Le indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica – Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri.

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