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‘Ndrangheta in Emilia, sequestrati beni per 1,5 milioni ad un imprenditore

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La Direzione investigativa antimafia di Firenze (Dia), con la collaborazione delle sezioni di Bologna e Catanzaro, ha sequestrato un patrimonio stimato in un milione e mezzo di euro all‘imprenditore calabrese Antonio Silipo, considerato un esponente della ‘Ndrangheta in Emilia-Romagna e attualmente in carcere. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Reggio Emilia su proposta di misura di prevenzione patrimoniale della Dia. Il sequestro, eseguito nelle province di Reggio Emilia e Crotone, ha riguardato sei società, nove immobili tra fabbricati e terreni, 23 beni mobili registrati e 18 rapporti bancari: conti correnti, libretti di deposito e dossier titoli. Le indagini finanziarie, condotte sul conto dell’indagato e dei suoi familiari, hanno dimostrato secondo gli investigatori l’esistenza, a fronte di redditi esigui dichiarati nel corso degli anni, di un tenore di vita e di movimentazioni di capitali, nonché di investimenti immobiliari sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati. Tra i precedenti giudiziari di Antonio Silipo, 49 anni, nato a Cutro ma residente da molti anni in provincia di Reggio Emilia, risulta il coinvolgimento nell’operazione ‘Aemilia’, nell’ambito della quale è stato giudicato nel 2016 con rito abbreviato e condannato dal Tribunale di Bologna a 14 anni di reclusione.

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