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‘Ndrangheta, la cosca Bagalà e i suoi affari tra Falerna e Nocera Terinese: 17 arresti e 2 misure interdittive

Una ventina gli indagati, fra i quali il giornalista Pasquale Motta, ex sindaco di Nocera Terinese. I nomi degli arrestati, fra carcere e domiciliari Scritto da: REDAZIONE

Una nuova importantissima inchiesta contro il potere della ‘ndrangheta in Calabria, e nello specifico sulla costa tirrenica lametina, avente per oggetto i pericolosi intrecci fra mafiosi, imprenditoria e amministratori locali, con al centro gli affari che nascono dal controllo criminale del territorio. Affari che questa volta riguardavano prevalentemente il settore turistico-ricettivo e l’edilizia ad esso connessa, in sintonia con un’evoluzione della ‘ndrangheta che spara di meno ma maneggia tanto più denaro, creando collusioni di ogni tipo. L’inchiesta coordinata dalla Dda di Catanzaro, che fa capo al Procuratore della Repubblica, Nicola Gratteri, battezzata “Alibante”, è un altro punto di riferimento serio e documentato contro pezzi di Calabria che, al di là delle responsabilità dei singoli che verranno accertate nel corso dei processi, affossano una regione, la devastano, la rendono invivibile, la soffocano. Durante la conferenza stampa di stamattina che si è tenuta presso il Comando provinciale di Carabinieri di Catanzaro, lo stesso Procuratore Nicola Gratteri ha affermato: «È un nuovo segnale di fiducia per i calabresi». Oggetto delle indagini condotte dall’Arma, la cosca Bagalà, forte nei territori di Falerna e di Nocera Terinese, in quell’area tirrenica del Lametino che a nord confina con la provincia di Cosenza, ma è situata anche a pochi chilometri dalla provincia di Vibo Valentia. Durante l’incontro con i giornalisti sono stati tra l’altro sottolineati i rapporti solidi e costanti tra la cosca Bagalà e i potenti clan di Sambiase-Lamezia Terme, del Vibonese, del Reggino. Al tavolo della conferenza stampa anche il Procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla, e per i Carabinieri il comandante provinciale di Catanzaro, Antonio Montanaro, e il comandante del Gruppo di Lamezia Terme, Sergio Molinari.
A seguito delle richieste presentate la Dda di Catanzaro, concernenti l’applicazione di ben 43 misure cautelari, relative nel complesso a vari pesanti reati (associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso, corruzione, estorsione, intestazione fittizia di beni, rivelazione di segreti d’ufficio, turbativa d’asta…), il Gip presso il Tribunale di Catanzaro, Matteo Ferrante, ha ordinato la custodia cautelare in carcere per Carmelo Bagalà, Alfredo Carnevale, Alessandro Gallo, Mario Gallo, Vittorio Macchione, Vittorio Palermo, Eros Pascuzzo; gli arresti domiciliari per Maria Rita Bagalà, Francesco Cardamone, Giovanni Costanzo, Vincenzo Dattilo, Francesco Antonio De Biase, Luigi Ferlaino, Raffaele Gallo, Giovanni Eugenio Macchione, Antonio Rosario Mastroianni, Antonio Pietro Stranges; la misura interdittiva del divieto di contrattare con la pubblica amministrazione per la durata di anni 1, per Antonio Cario; la misura interdittiva del divieto di rivestire uffici direttivi delle persone giuridiche ed ogni altra attività ad essi inerenti per la durata di anni 1, per Antonio Gedeone. Un’altra ventina gli indagati, fra i quali il giornalista Pasquale Motta, ex sindaco di Nocera Terinese.

Fotografia pubblicata: immagine della conferenza stampa di questa mattina a Catanzaro

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