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‘Ndrangheta: operazione “Crisalide 3”, le nuove leve si fanno strada (VIDEO)

Estorsioni nei confronti di commercianti e imprenditori di Lamezia Terme portate a termine in maniera aggressiva, spregiudicata, spesso pure violenta, e traffico di droga. Sono queste le accuse nei confronti delle 28 persone arrestate dai carabinieri nell’operazione, denominata “Crisalide 3”, contro la cosca Cerra-Torcasio-Gualtieri scattata oggi al termine di indagini coordinate dalla Procura antimafia di Catanzaro. Gli arrestati sono affiliati e fiancheggiatori della ndrina, le cui attività erano concentrate nel centro storico di Lamezia. Come ha sottolineato il procuratore aggiunto, Vincenzo Capomolla, benchè sia stata colpita da altre inchieste che ne hanno decapitato i vertici, la cosca Cerra-Torcasio-Gualtieri si è mantenuta attiva ed ha continuato a controllare una porzione del territorio: l’operazione di oggi colpisce, infatti, le nuove leve, compresi alcuni minorenni utilizzati sia per le intimidazioni che per l’acquisto di fuochi pirotecnici la cui polvere veniva poi usata per confezionare gli ordigni che venivano fatti esplodere contro le attività dei commercianti che non si piegavano al racket. Alcune delle vittime hanno però collaborato alle indagini, denunciando i loro aguzzini. Lo spaccio di droga non riguardava solo Lamezia, ma anche altre zone della Calabria: la cosca era in grado di distribuire cocaina, eroina ed ecstasy. La prima operazione denominata “Crisalide” era scattata il 23 maggio 2017 ed aveva portato all’arresto di 52 persone per traffico di droga, estorsione, possesso di armi ed esplosivi, danneggiamento aggravato e rapina. Un anno fa, la Dda aveva chiuso le indagini per 64 persone, tra le quali figuravano anche due ex consiglieri comunali. All’inizio di aprile 2018 il secondo capitolo, con altri 11 arresti. Ed oggi, il terzo. Il processo per chi aveva scelto il rito abbreviato si era concluso con 43 condanne e 9 assoluzioni, mentre quello con rito ordinario è ancora in corso. Proprio da quell’inchiesta sono cominciati i guai per il Comune di Lamezia: il Prefetto di Catanzaro aveva inviato la commissione d’accesso la cui relazione aveva poi determinato lo scioglimento del consiglio comunale, il terzo dopo quelli del 1991 e del 2002.

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