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‘Ndrangheta, sequestrate quote di aziende di ristorazione sui traghetti

Beni per 5 milioni confiscati ad imprenditore reggino

Ci sono locali commerciali ubicati soprattutto nell’area di Villa San Giovanni e autovetture di lusso tra beni confiscati dalla Dia di Reggio Calabria all’imprenditore Domenico Passalacqua che, secondo gli inquirenti, rappresenta la ‘famiglia’ di ‘ndrangheta capeggiata dal boss Antonino Imerti, detto ‘nano feroce’, che sta scontando una pesante pena detentiva per essere stato uno dei protagonisti principali della guerra di ‘ndrangheta che ha insanguinato Reggio Calabria nella seconda metà degli anni ’80. Condannato a 11 anni di reclusione per associazione mafiosa nel processo ‘Meta’, Domenico Passalacqua era riuscito ad inserirsi anche nel settore della ristorazione gestendo i servizi a bordo delle navi di una delle società che effettuano il servizio di traghettamento nello Stretto di Messina. Come pena accessoria, a Passalacqua è stata comminata la sorveglianza speciale, con obbligo di soggiorno per tre anni e sei mesi. Le indagini patrimoniali svolte dalla Dia, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, hanno consentito, in particolare, di evidenziare la sproporzione tra i redditi dichiarati da Passalacqua ed i beni di cui disponeva portando alla confisca di un patrimonio di cinque milioni 315.000 euro tra quote di partecipazione relative a due società di capitali, ditta individuale esercente l’attività di panificio, 13 immobili tra ville, appartamenti, attici e terreni, una Porsche Carrera 911, un’imbarcazione da diporto a motore di circa 8 metri di lunghezza e varie disponibilità finanziarie.

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