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‘Ndrangheta, sequestrati beni per 1,6 milioni nel Reggino

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Beni immobili e rapporti finanziari per un valore di circa 1 milione e 600 mila euro sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza “a Domenico Chilà, cl. ’41, al defunto Giovanni Alampi, cl. ’46 e ai rispettivi nuclei familiari”. Il patrimonio sequestrato è costituito da unità immobiliari, terreni e rapporti finanziari/assicurativi.

I due erano stati coinvolti nelle indagini dell’operazione “Crimine”; entrambi erano stati arrestati poiché “ritenuti responsabili, unitamente ad altre 119 persone, dell’ipotesi di reato di associazione per delinquere di tipo mafioso, in quanto intranei alla “locale” di ‘ndrangheta operante nelle frazioni del capoluogo reggino di Trunca e Allai”.

Il Gup del Tribunale di Reggio li aveva pertanto condannati, nel 2012, alla pena di anni 4 e mesi 8 di reclusione Chilà, e di 6 anni di reclusione (poi rideterminata dalla Suprema Corte) Alampi.

Le successive indagini patrimoniali – che hanno riguardato gli ultimi 30 anni – hanno portato “all’individuazione dei patrimoni dei quali gli stessi risultavano disporre, direttamente o indirettamente, il cui valore era decisamente sproporzionato rispetto alla capacità reddituale dichiarata ai fini delle imposte sui redditi”.

Per questa ragione il Tribunale di Reggio Calabria – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della citata Dda, ha disposto il sequestro di 9 unità immobiliari, 2 terreni, quote di fabbricati, nonché disponibilità finanziarie, per un valore complessivo stimato in circa € 1.600.000.

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