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Nel “Libro nero” le carriere politiche ‘costruite’ o agevolate dalle cosche (NOMI)

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Associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, turbata libertà degli incanti, porto illegale in luogo pubblico di arma comune da sparo, con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa, tentata corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio. Quello che gli inquirenti ritengono di aver scoperto a Reggio Calabria è un vero e proprio sistema, in cui l’accordo tra il clan Libri, alcuni imprenditori ed alcuni esponenti politici avrebbe permesso alla cosca di gestire in regime di monopolio le attività imprenditoriali in diversi campi, ma soprattutto di eleggere proprio rappresentati politici in diverse amministrazioni. Nel mirino degli inquirenti sono finite soprattutto le elezioni regionali del 2014.

In carcere è finito Alessandro Nicolò, ex capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale oggi passato a Fratelli d’Italia. Per lui l’accusa è di associazione mafiosa: la sua carriera politica sarebbe stata praticamente “creata” dalle cosche, facendone il referente politico delle cosche Libri e De Stefano-Tegano, alle quali tramite la sua posizione avrebbe garantito benefici di vario genere.

Ai domiciliari è invece finito il consigliere regionale del Pd Sebi Romeo, ex capogruppo del Pd nell’Assise regionale. Per lui l’accusa è di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio insieme ad un maresciallo della guardia di Finanza, Francesco Romeo. In cambio di informazioni su eventuali inchieste in corso, il maresciallo avrebbe chiesto a Romeo l’assunzione di una persona in una impresa locale di trasporti e autolinee.

Indagato a piede libero per concorso esterno in associazione mafiosa Demetrio Naccari Carlizzi, ex consigliere regionale e punto di riferimento per l’area renziana del Pd. Secondo l’accusa, in occasione di elezioni comunali e regionali, avrebbe chiesto e ricevuto per sé o per altri candidati i voti raccolti dai rappresentanti delle cosche di ‘ndrangheta.

Tra le persone coinvolte nell’operazione Libro nero ci sono anche grossi imprenditori reggini. C’è l’ex assessore comunale Demetrio Berna, insieme a suo fratello Francesco (presidente di Ance Calabria), accusati di aver investito e riciclato capitali del sodalizio mafioso, agevolando la cosca tramite subappalti e commesse. In cambio il clan li avrebbe aiutati e “protetti” nell’ottenimento e nell’esecuzione delle loro attività imprenditoriali.

I nomi delle persone coinvolte:

Custodia in carcere per Antonino Caridi, 59 anni; Giuseppe Libri, 61 anni; Rosa Libri, 58 anni; Saverio Pellicanò, 58 anni; Giampaolo Sarica, 43 anni; Giuseppe Serranò, 45 anni; Giuseppe La Porta, 38 anni; Demetrio Berna, 46 anni; Francesco Berna, 47 anni; Stefano Sartiano, 61 anni; Alessandro Nicolò, 58 anni; Antonio Zindato, 32 anni.

Arresti domiciliari per Giuseppe Putortì, 52 anni; Demetrio Giuseppe Tortorella, 66 anni; Sebastiano Romeo, 44 anni; Francesco Romeo, 53 anni; Concetto Laganà, 52 anni.

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