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Nel momento del massimo bisogno Crotone non dimentica gli ultimi


Distribuzione di pasti pronti, farmaci e generi alimentari di prima necessità, assistenza alle persone in quarantena, ma anche supporto psicologico e tecnico nella compilazione dei documenti; senza dimenticare le donne vittime di violenza. Nel momento di massimo bisogno, come sempre, la città di Crotone risponde. E lo fa con gesti piccoli e grandi, attraverso associazioni e cooperative che da sempre si occupano di gestione delle emergenze, ma anche di assistenza e sollievo alla povertà. Decine di realtà che oggi provano ad operare in maniera coordinata.

Così presso la Croce rossa, per esempio, è stato allestito un punto di raccolta di generi alimentari di prima necessità, che poi vengono distribuiti alle famiglie in difficoltà economica. Tante le donazioni – racconta il commissario Francesco Pascuzzo – da parte di esercizi commerciali ma anche di privati, e di molti piccoli negozi e coltivatori diretti che quotidianamente portano frutta e verdura. Ma ci sono anche da assistere a domicilio le persone in quarantena, siano esse positive al Covid 19 o meno. Per loro i volontari vanno a fare la spesa, acquistano le medicine, li assistono nelle rispettive necessità.

Alla mensa di Padre Pio i pasti li distribuiscono già pronti, mantenendo le distanze di sicurezza. Anche qui la solidarietà non manca, dai volontari che cucinano alle donazioni che arrivano numerose e quasi sempre silenziose: per puro caso abbiamo ripreso la consegna di un grosso carico di pasta donato (per il tramite dei Carabinieri) da un noto pastificio pugliese. Ma ci sono anche la Questura e la Guardia di Finanza a fare concretamente la loro parte, spiega monsignor Ezio Limina, che gestisce la mensa.

L’emporio solidale “I cinque pani” continua a raccogliere donazioni e a distribuire generi di prima necessità alle famiglie in difficoltà: e in occasione della Pasqua arrivano anche cuzzupe e uova di cioccolato… Come del resto accade all’Arci, che si è attivata con la spesa sospesa, la raccolta di farmaci da banco e numeri dedicati per le consulenze legali. Coordinate dal Centro servizi volontariato, decine di realtà del terzo settore stanno mettendo in campo tutte le loro forze.

Senza dimenticare che il problema non è solo la povertà: la cooperativa Noemi mantiene attivo h 24 il suo centro antiviolenza, che prosegue nei percorsi di assistenza già attivati prima dell’emergenza sanitaria, e garantisce anche gli interventi urgenti. Così come prosegue nell’assistenza – psicologica e materiale – alle donne vittime di tratta. Attivi anche lo sportello famiglia (con consulenza psicologica telefonica) e uno sportello di segretariato sociale pronto a far fronte a qualsiasi bisogno.

Per il resto si moltiplicano pure le iniziative spontanee, come i banchetti della solidarietà. Nell’emergenza, dunque, la risposta c’è, ed è forte. Ma la consapevolezza di tutti coloro che operano nel terzo settore è che l’altra grossa sfida sarà da affrontare dopo, quando ci sarà da ripartire e ricostruire, e in molti casi sarà da zero; quando ci sarà da restituire speranza, autonomia e fiducia a chi alla fine dell’emergenza avrà perso tutto.

Francesca Travierso

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