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Nicola Gratteri su La7: presenterò domande per Milano e Dna. Ma cerchiamo di capire fino in fondo di cosa stiamo parlando

Il Procuratore della Repubblica di Catanzaro è il Mario Draghi della Giustizia, una risorsa straordinaria per l'Italia Scritto da: MASSIMO TIGANI SAVA

Nicola Gratteri è un’immensa risorsa per il Paese e per l’Europa. Il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, che ha anche l’ònere di dirigere la Dda, è il Mario Draghi della Giustizia. Non è adulazione, che in certi ambienti e a certi livelli non è per nulla apprezzata, ma obiettiva constatazione dei fatti. Così come Draghi è stimato a livello internazionale nel mondo economico e finanziario, tanto da dare un contributo decisivo all’Italia in questo complesso processo di rinascita, altrettanto lo è Nicola Gratteri in riferimento alla repressione delle mafie. Il Procuratore della Repubblica di Catanzaro è un profondo conoscitore della storia, della natura e delle dinamiche della criminalità organizzata, delle sue connessioni interne ed esterne, delle sue ramificazioni globali, nonché del sistema giudiziario e giuridico, italiano ed estero. Gratteri conosce nel dettaglio le norme e le procedure, tra punti di forza e palesi criticità, e a questa preparazione teorica aggiunge una lunga esperienza sul campo, successi come pochi, dedizione assoluta, capacità organizzative straordinarie. E non si dimentichi un ultimo aspetto, tutt’altro che secondario: Gratteri è stimato dai vertici delle forze di polizia, non solo italiane, che ne hanno potuto misurare l’onestà, la lealtà, la neutralità, la correttezza, la solidità, i sacrifici.
Per comprendere fino in fondo le risposte date ieri sera da Nicola Gratteri ai giornalisti Lilli Gruber e Paolo Mieli, durante l’ultima puntata di “Otto e Mezzo” su La7, occorre partire da queste indispensabili premesse. Gratteri ha risposto con estrema franchezza perché è sicuro di sé, non ha scheletri nell’armadio, non gioca al ribasso, non deve scendere a compromessi. Non ne ha bisogno: parla il suo curriculum. Elenchiamo in sintesi i temi trattati: il fermo, deciso e motivato “no” alla Commissione di studio per la Giustizia nel Sud, istituita con un decreto congiunto delle ministre Mara Carfagna (Sud e Coesione territoriale) e Marta Cartabia (Giustizia); le preoccupazioni fondate sull’evoluzione del “41 bis” (regime speciale di detenzione per i mafiosi); le poche parole pesate, in attesa di sviluppi, sulle contestazioni strumentali che talora riceve; le ragionate riserve sulla bozza di riforma della giustizia conosciuta come “Cartabia”; la conferma netta di un principio: creare le condizioni perché non convenga delinquere; il caso Palamara e il Csm. Né Nicola Gratteri ha peli sulla lingua nel lanciare un allarme: nel sistema giudiziario italiano ci sono stati errori, come quelli nati dall’esasperato correntismo, ma ora attenzione “a non gettare anche il bambino con l’acqua sporca”. Una certa politica, infatti, potrebbe ipotizzare, commettendo un errore clamoroso – questa riflessione è mia – di “vendicarsi” del cosiddetto “partito dei giudici” indebolendo di fatto quei tanti magistrati che lavorano con coerenza estrema contro il crimine, l’illegalità diffusa, la corruzione, le degenerazioni del politicume e dei poteri forti. Un rigurgito di partitocrazia militante e miope che sarebbe tanto errato quanto ingenuo, tanto improvvisato quanto destinato a fallire. Altra riflessione, questa sì pertinente, è quella di pensare a sanare le lacune e i ritardi del sistema giudiziario, anche con un occhio attento ai nobili filoni di pensiero che partono da Cesare Beccaria.
Con assoluta serenità ieri sera Nicola Gratteri, sollecitato dalle domande di Gruber e Mieli, ha ribadito: presenterò domanda per la Procura di Milano e per la guida della Procura nazionale Antimafia, senza appartenere o iscrivermi a nessuna corrente. Ora sta all’Italia comprendere, fatti salvi i meriti e le competenze di tanti altri valorosi magistrati, che Nicola Gratteri è un’immensa risorsa per il Paese, come Mario Draghi. La Nuova Italia può nascere davvero solo se saremo capaci di scommettere sui migliori, ritagliandoci un ruolo centrale, in Europa, anche nella lotta seria e qualificata alle mafie.

Fotografia pubblicata: Nicola Gratteri ieri su La7

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