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Nuovo bando, vecchi dubbi. Riflettori accesi sul Cara di Sant’Anna

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Torna sotto i riflettori il Cara di Sant’Anna, e apre la discussione pure sulla Prefettura di Crotone, o meglio sulle ispezioni ordinate al suo interno qualche tempo fa e delle quali si è persa ogni traccia.

E’ passato poco più di un anno dall’operazione antimafia Jonny, che ipotizzò l’esistenza di un sistema grazie al quale i fondi pubblici messi a bando per i servizi da svolgere all’interno del Cara sarebbero stati dirottati in gran parte verso la cosca Arena di Isola Capo Rizzuto, coinvolgendo tra gli altri anche l’ex vicegovernatore nazionale della Misericordia Leonardo Sacco e l’allora parroco di Isola Capo Rizzuto Edoardo Scordio. L’inchiesta pose pesanti interrogativi anche sull’operato di alcuni dipendenti della Prefettura di Crotone, tanto da indurre l’allora ministro dell’Interno Marco Minniti ad ordinare un’ispezione presso l’Ufficio del Governo.

Al momento il Cara è in amministrazione giudiziaria, ma si lavora all’assegnazione del nuovo bando da circa 60 milioni di euro (suddiviso in 4 lotti) per la fornitura di beni e servizi. Ed è qui che nascono i problemi e diverse perplessità, tanto da indurre la deputata del Pd Enza Bruno Bossio, il membro del Consiglio direttivo di +Europa Valerio Federico e il segretario dell’associazione radicale nonviolenta Abolire la Miseria-19 maggio Giuseppe Candido a visitare la struttura e a preannunciare una interrogazione parlamentare “per conoscere gli esiti dell’ispezione in Prefettura, e per avere i rapporti sul Cara redatti negli anni da commissioni ministeriali, i cui esiti non conosce nemmeno l’attuale Prefetta di Crotone”.

I dubbi

A due lotti del bando sta partecipando la Misericordia nazionale (il Consorzio Opera Misericordia di Firenze), che nel suo curriculum vorrebbe fare valere gli anni di attività svolte presso la struttura di Sant’Anna dalla Misericordia di Isola Capo Rizzuto; quelle stesse attività che secondo gli inquirenti dell’operazione Jonny avrebbero dirottato parte dei fondi pubblici verso il clan Arena. Sull’opportunità e sulla possibilità di fare valere questa parte del curriculum (che assegnerebbe diversi punti) si sta, dunque, dividendo la Commissione di valutazione istituita dal prefetto di Crotone Cosima Di Stani; tanto da far rinviare a data da destinarsi la seduta pubblica per l’apertura delle buste fissata per lo scorso 10 agosto.

Altra questione su cui la Commissione è chiamata ad esprimersi riguarda il bando per l’affidamento del servizio di fornitura pasti al Cara-Hub di S. Anna. Tra i partecipanti c’era la “Ristorart Toscana Srl”, mandataria di un gruppo di cui fa parte anche la ditta “Il Quadrifoglio Srl”, in amministrazione giudiziaria dopo il coinvolgimento nell’operazione Jonny. Nel luglio scorso, però, “Ristorart Toscana Srl” era stata destinataria di una interdittiva antimafia firmata dal Prefetto di Prato Rosalba Scialla e qualche giorno dopo sospesa nei suoi effetti dal Tar, perché l’azienda avrebbe fatto “da prestanome della ‘Quadrifoglio Srl’ e degli Arena”. Il Gruppo “Ristorart”, con la proposta Pecco ha anche vinto una gara per la gestione del servizio ristorazione e mensa alla Cittadella regionale.  Oggi proprio la “Quadrifoglio Srl” ha chiesto alla Commissione di subentrare alla “Ristorart Toscana” quale mandataria nel bando per l’affidamento del servizio di fornitura pasti. Per discutere questa richiesta il 6 settembre prossimo, alle ore 11.30, si terrà un’apposita seduta presso la Prefettura di Crotone.

L’ispezione

Il timore di Bruno Bossio, Federico e Candido è, in pratica, che cambi tutto per non cambiare niente. “Tra i partecipanti al nuovo bando – afferma la deputata – su due lotti c’è la Misericordia, su uno la Quadrifoglio, entrambe in amministrazione giudiziaria dopo il coinvolgimento nell’operazione Jonny. Suscita, dunque, qualche perplessità il fatto che si prosegua sostanzialmente in questa sorta di monopolio, che già di per sé non è un fatto positivo”.

“Per molto tempo – spiega Bruno Bossio – di fatto non ci sono state gare. Se è successo quello che l’inchiesta ha rivelato, è perché in questo posto dal 2003 i servizi sono stati affidati prima senza gare e poi con gare che, incredibilmente, ha vinto sempre la Misericordia di Isola Capo Rizzuto, con la copertura della Misericordia nazionale e con la connivenza anche dell’allora Prefettura”. Tant’è vero che su quella Prefettura il ministro Marco Minniti ordinò un’ispezione ministeriale.

E sul curriculum della Misericordia nazionale, Federico aggiunge: “Quindici anni di disservizi, certificati dal Ministero e dai parlamentari che hanno visitato la struttura, creano un curriculum sbagliato per vincere questo appalto. La casa madre di Misericordia, che ha il monopolio di questa struttura da 15 anni, ha un curriculum di errori, e noi ci auguriamo che ci sia una rottura rispetto all’amministrazione che ha portato a scandali di natura giudiziaria e ha anche pesato sulla condizione di vita degli ospiti”.

Francesca Travierso

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